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CHI non fuma alzi la mano

I numeri di chi abbandona le bionde in europa

I numeri di chi abbandona le bionde in europa

Da quando è diventata un oggetto di larga diffusione, secondo i dati dell’Eurobarometro, sei milioni di cittadini dell’Unione hanno smesso di fumare, mentre oltre nove milioni hanno ridotto il consumo di tabacco.

Aspirare dalla sigaretta elettronica, o come si dice in gergo “svapare”, fornisce non solo la nicotina di cui necessita l’organismo che ha dipendenza, ma anche un’esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta tradizionale.

Le e-cig contengono una quantità variabile di nicotina, in una miscela composta da acqua, glicole propilenico e glicerolo, con l’aggiunta di eventuali aromi.

Anche l’uso della sigaretta elettronica rimane sempre una dipendenza, l’uso dovrebbe sempre essere inserito all’interno di un processo di graduale diminuzione della nicotina, fino ad arrivare al fatidico NICOTINA ZERO, l’anticamera per l’abbandono completo della dipendenza dal fumo.

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Pubblicità legale e alleggerimento Tpd: la svolta britannica sulla sigaretta elettronica.

 La relazione della Commissione parlamentare scienza e tecnologia potrebbe dar vita ad un nuovo paradigma politico-scientifico sulla riduzione del danno.

Meno regole, più diffusione e sostegno dal Sistema sanitario nazionale, che arriverebbe anche a fornire gratuitamente le sigarette elettroniche.

Solo così le sigarette elettroniche potranno soppiantare il tabacco e ridurre drasticamente il numero di malattie e decessi legati al fumo.

Sono queste le misure Britanniche sul futuro del vaping in vista della Brexit.

“lo svapo è molto meno dannoso delle normali sigarette e le sigarette elettroniche dovrebbero essere rese disponibili su prescrizione per aiutare più persone a smettere di fumare.

Non ci sono prove che le sigarette elettroniche siano un accesso al fumo per i giovani”

I parlamentari Inglesi hanno chiesto :

  • maggiore libertà per l’industria di pubblicizzare le sigarette elettroniche;
  • attenuazione delle normative e delle tasse sulle sigarette elettroniche per riflettere i relativi benefici per la salute;
  • una revisione annuale degli effetti sulla salute delle sigarette elettroniche e dei prodotti non bruciati;
  • dibattiti pubblici di approfondimento sulla riduzione del danno e sulla sigaretta elettronica;
  • possibilità di prescrivere la sigaretta elettronica come ausilio medicale;
  • un ripensamento sui limiti di concentrazione nicotinica e capacità flaconi di ricarica;
  • legalizzazione dello snus, prodotto del tabacco per uso orale, illegale nell’Unione europea ad eccezione della Svezia.

Nel Regno Unito 2,9 milioni usano la sigaretta elettronica, tra questi circa mezzo milione le sta usando per smettere di fumare.

Ogni anno decine di migliaia di britannici riescono a smettere di fumare grazie alla sigaretta elettronica.


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Una Sigaretta elettronica da 110

Emiliano Benvenuti è diventato dottore magistrale in Economia elaborando una tesi sperimentale sul mercato italiano del vaping.

“The Italian vaping market: a descriptive analysis and a case study on local consumer”, ecco la tesi di Laurea magistrale presentata da Emiliano Benvenuti, neo Dott.in Economia indirizzo Marketing presso la sede di Viterbo dell’Università degli studi della Tuscia.

Siamo di fronte ad una delle prime tesi italiane che inquadrano la sigaretta elettronica nel contesto economico del nostro Paese.

Anche a livello accademico si sta muovendo qualche cosa verso il mondo della sigaretta elettronica, aprendo la strada ad ulteriori studi ed analisi specialistici da poter utilizzare su larga scala.

Per il momento, in attesa di sviluppi futuri, al Dott.Benvenuti vanno i nostri più sinceri auguri.

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I ricercatori italiani smentiscono studio allarmistico sulle Sigarette Elettroniche

Troppi studi sono portati avanti con metodiche non realistiche verso l’uso realistico della sigaretta elettronica.

Lo studio appena pubblicato sulla rivista European Repiratory Journal, confuta una ricerca sulla relazione fra vapore di sigaretta elettronica e aumento dell’aderenza degli pneumococchi all’epitelio delle vie aeree.

Un gruppo di ricercatori inglesi capitanato da Lisa Miyashita aveva riscontrato che l’uso delle ecig esponeva l’utilizzatore alle infezioni da pneumococco.

Il team di ricercatori del professor Riccardo Polosa in collaborazione con il gruppo del noto microbiologo del Dipartimento Biometec dell’Università degli Studi di Catania, il professore Pio Maria Furneri, ha esaminato la metodologia utilizzata e si è reso conto che il risultato riscontrato si verificava solo con un uso abnorme della sigaretta elettronica.

Il Proff. Furnieri spiega:

“L’approfondita analisi dei metodi e dei risultati che hanno portato i ricercatori londinesi alle conclusioni infauste  ha evidenziato che lo studio era stato impostato in maniera da esporre le cellule ad uno stimolo abnormale ed abnorme.
Questo ha esposto le cellule a stimoli eccessivamente stressanti, non paragonabili a quelli cui è sottoposto uno svapatore (neanche uno estremo!)”.

E’ stato inoltre riscontrato che il ceppo di pneumococco scelto per la ricerca è poco adatto a questo tipo di studi perchè ha una scarsa ripetibilità nella capacità di crescita.

Massimo Caruso del team di Polosa, del team Poloso ha detto:

“Dal lavoro è emerso che gli effetti osservati sulle cellule di epitelio nasale erano acuti e transitori, tanto che l’espressione del marcatore di danno nasale, scelto dai ricercatori inglesi, non mostrava differenza significativa tra un gruppo di soggetti sani non fumatori ed un gruppo di soggetti sani svapatori”.

Smentito l’ennesimo studio portato avanti su basi e con metodologie che non rispecchiano il reale e normale uso che si può fare di una sigaretta elettronica.

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La sigaretta elettronica può aiutare nel periodo pre e post operatorio

L’Università della California ha confrontato i risultati di ecig e cerotti alla nicotina in pazienti fumatori in attesa d’intervento chirurgico.

Le sigarette elettroniche possono essere utilizzate dai pazienti che devono smettere di fumare nel periodo pre e post operatorio.

Per stabilirlo un team di ricercatori dell’Università della California, coordinato da Susan M. Lee, ha condotto una sperimentazione paragonando sigarette elettroniche e cerotti alla nicotina.

È noto che il fumo comporta complicazioni in fase operatoria e si è tentato di comprendere l’efficacia delle sigarette elettroniche nel minimizzare le problematiche.

Come descritto nello studio “E-cigarettes versus nicotine patches for perioperative smoking cessation: a pilot randomized trial“, alcuni fumatori che dovevano subire un’operazione sono stati divisi a caso in duein 2 gruppi: ad uno sono stati forniti cerotti alla nicotina, mentre l’altro ha avuto una sigaretta elettronica; sono state date scorte per sei settimane a riduzione progressiva, oltre che un counseling psicologico.

Il giorno dell’operazione, entrambi i gruppi avevano smesso di fumare, ma la capacità polmonare, misurata nella spirometria, era superiore nei pazienti che avevano utilizzato l’ecig.In definitiva dallo studio si evince che la sigaretta elettronica si potrebbe utilizzare per i pazienti nel periodo perioperatorio.

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La Sanità francese finanzia le associazioni del vaping

La francia insegue l’inghilterra sul sostegno alla sigaretta elettronica.

Seguendo l’esemio inglese, la Francia dedica un mese alle campagne istituzionali contro il tabacco.

Quest’anno l’Istituto superiore di sanità Francese ha inserito il vaping come forma di disassuefazione del fumo.

E’stato approvato il finanziamnento delle attività di comunicazione e sensibilizzazione delle associazioni dei produttori e dei consumatori di sigarette elettroniche, Aiduce e Sovape.

La sigaretta elettronica permette di assumere la nicotina (sostanza che dà la dipendenza) ma senza intossicarsi con le migliaia di sostanze nocive derivanti dalla combustione del tabacco.

Le ricerche di Public Health England hanno provato che la sigaretta elettronica abbatte del 95% i danni da fumo e si conferma il più efficace strumento di riduzione del danno da fumo.

Speriamo che anche l’Italia abbracci presto quest politica lungimirante.

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Rizzotti (FI): “La sigaretta elettronica è una opportunità per la salute”

La senatrice di Forza Italia spera che nella prossima legge di bilancio si trovi una soluzione che tuteli la salute pubblica e le imprese

La senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti afferma:

“Sappiamo che gli interventi normativi attuati in questi anni sono stati dettati esclusivamente da ragioni di cassa, circostanze che, sia pur comprensibili nell’attuale congiuntura economica, hanno trascurato un fattore importante, ossia la necessità di un approccio anche in termini di tutela della salute pubblica per una corretta regolamentazione del settore”.

La Rizzotti è un medico chirurgo, parlamentare da tre legislature e membro della Commissione igiene e salute del Senato e la Sua attenzione per le sigarette elettroniche non è nuova.

“Nonostante la comunità scientifica concordi sul ritenere la combustione la principale causa delle patologie legate al fumo si sta adottando a livello europeo una posizione piuttosto restrittiva per i prodotti di nuova generazione, in quanto vengono interpretati più come una minaccia che come un’opportunità.

Questo atteggiamento non considera i progressi tecnologici e rischia di raggiungere risultati contrari a quelli che l’Oms si prefigge e cioè contrastare il consumo di sigarette tradizionali per diminuire le malattie e decessi legati al fumo”.

La senatrice continua parlando della situazione nel nostro paese:

“Abbiamo assistito – spiega – ad un vero boom con l’apertura di oltre novemila negozi tra il 2011 e il 2012 che poi nel tempo si è affievolito con la chiusura di oltre l’80 per cento di questi già nel 2014. Questo oltre a testimoniare come i consumatori chiedano alternative alle sigarette tradizionali e siano aperti a nuove possibilità, ha delineato però la volontà del consumatore a pretendere rigorosi standard di qualità e sicurezza del prodotto e devo dire che grazie anche all’infallibile lavoro condotto dai Carabinieri del Nas e alle Associazioni dei consumatori, le aziende che hanno introdotto nel mercato un buon prodotto, alla fine sono quelle che resistono nonostante il legislatore abbia in qualche modo influenzato il mercato attraverso interventi legislativi non sempre mirati a sostenere la vendita del prodotto stesso”.

La questione della sigaretta elettroncia è stata trattata da un punto di vista unicamente fiscale e continua:

“È aumentato il consumo di sigarette tradizionali (incluse quelle provenienti dal mercato illegale) e si sono ridotti in maniera significativa i posti di lavoro nell’indotto…….Mi auguro che già nella prossima legge di Bilancio possa essere trovata una soluzione equa che vada nella direzione auspicata da imprese e cittadini. Il mio gruppo e il mio partito sarà attento a tutte le istanze e vigilerà affinché l’Italia possa avere finalmente un quadro regolamentare certo, chiaro e appropriato al settore delle e-cigarette a vantaggio sia dei consumatori finali, i quali sarebbero più garantiti sotto il profilo della tutela della salute oltre che nella libertà di scegliere il prodotto che desiderano, sia dei molti operatori che in questi anni hanno avviato iniziative produttive e commerciale investendo in queste attività risorse finanziarie e umane”.


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Sigaretta Elettronica, il crimine non paga.

Droga nella sigaretta elettronica, arrestato.

Un 20enne di Morino è finito nei guai a causa della droga, detenzione e spaccio di stupefacenti.

Il giovane era stato notato giorni prima dai carabinieri a causa dei suoi movimenti sospetti nei pressi di un bar al centro del paese.

Una volta fermato e sottoposto a perquisizione , il ragazzo è stato trovato in possesso di alcuni grammi di cocaina e di banconote di diverso taglio.

Durante il successivo controllo sul luogo di lavoro,  un’officina meccanica,  sono stati rinvenuti altri grammi di cocaina nascosti nel corpo di una sigaretta elettronica, oltre che vari strumenti di confezionamento e un bilancino di precisione.

Carriera finita per il vaper-spacciatore.


 

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Le avvertenze obbligatorie sono controproducenti

Ennesimo studio Inglese sulla Sigaretta elettronica smentisce l’efficacia delle comunicazioni del danno del fumo sulle confezioni delle E-Cig.

Le “avvertenze sanitarie” che la Direttiva europea sui prodotti del tabacco impone su molti prodotti del vaping, hanno l’effetto di scoraggiare i fumatori dal passare alla #SigarettaElettronica.

Lo conferma uno studio coordinato da Sharon Cox del Centre for Addictive Behaviours Research della London South Bank University.

Frasi come

Questo prodotto contiene nicotina, una sostanza che crea elevata dipendenza

che in molti Paesi compaiono non sui flaconi di liquido, sugli atomizzatori vuoti e persino sulle box, che non potranno mai contenere nicotina, pensate per allontanare il fumatore dai prodotti a base di tabacco, hanno l’effetto di allontanare chi vuole smettere di fumare proprio dai mezzi di riduzione del danno come le sigarette elettroniche.

E’ normale che sia proprio Regno Unito, che ha scelto di puntare sull’ecig per sconfiggere il fumo e che ha un piede fuori dall’Unione europea, si ponga delle domande sull’efficacia di quanto previsto dalla Tpd.

Lo studio di di Cox e dei suoi collaboratori è stato trasversale e condotto online; al termine è stato detto:

“Visto il potenziale di rischio ridotto delle sigarette elettroniche rispetto a quelle di tabacco  è necessario valutare come i messaggi influenzino la scelta del prodotto e le strategie di cessazione nei diversi contesti normativi”

Sarebbe meglio sostituire le avvertenze sulla pericolosità della nicotina con messaggi positivi che mettano in evidenza la riduzione del rischio dei prodotti del vaping.

Questo, sicuramente, incoraggerebbe i fumatori ad abbandonare le bionde.

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Una domanda al ministro : “Cosa pensi della sigaretta elettronica?”

L’Italia e il piano strategico del Cop8 di Ginevra, dove sarà elaborata la normativa dei prossimi cinque anni sul tabacco e sulle #SigaretteElettroniche.

L’Italia ha sempre guardato al mondo della #SigarettaElettronica solo per gl’introiti e non dal punto di vista della Salute Pubblica.

In Europa il dibattito è incetrato sulla salute e sui livelli di riduzione del danno che gli strumenti di nuova generazione possono garantire rispetto al tabacco tradizionale.

7 nterrogazioni parlamentari sono state presentate nella scorsa legislatura senza avere risposta , a riprova del disinteresse dello scorso esecutivo verso il settore delle alternative al fumo.

L’attuale governo giallo-verde si è detto particolarmente sensibile all’argomento, per ora si sono solo congelate le accise sui liquidi pregresse fino a dicembre, ma di una liberalizzazione e di una normativa non si è ancora parlato.

Il 1 ottobre, Ginevra ospita l’ottava edizione della Conferenza delle parti della Convenzione quadro sul controllo del tabacco, nell’ambito del primo trattato internazionale sulla salute pubblica adottato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Le indiscrezioni dicono che l’Italia voterà sotto l’influenza dagli indirizzi dettati dall’Oms, che vede anche nella sigaretta elettronica un ipotetico pericolo per la salute pubblica.

Questa tesi è ormai contrastata dalla realtà scientifica e da molti altri Paesi europei, dove la riduzione del danno è accompagnata dallo sviluppo e il sostegno dei vaporizzatori personali.

L’onorevole Rossana Boldi (Lega) ha dichiarato:

“I prodotti di nuova generazione e le sigarette elettroniche rappresentano un importante settore su cui anche la nuova maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle si è più volte espressa prevedendo anche nel contratto di Governo una misura dedicata volta a correggere alcune criticità legate alla tassazione”

E successivamente ha chiesto quale posizione il Governo intenda adottare nell’ambito della prossima Conferenza delle parti COP8.

Rimaniamo in attesa di una risposta di un Ministro della salute e non di un rappresentante dell’economia.