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Pubblicità legale e alleggerimento Tpd: la svolta britannica sulla sigaretta elettronica.

 La relazione della Commissione parlamentare scienza e tecnologia potrebbe dar vita ad un nuovo paradigma politico-scientifico sulla riduzione del danno.

Meno regole, più diffusione e sostegno dal Sistema sanitario nazionale, che arriverebbe anche a fornire gratuitamente le sigarette elettroniche.

Solo così le sigarette elettroniche potranno soppiantare il tabacco e ridurre drasticamente il numero di malattie e decessi legati al fumo.

Sono queste le misure Britanniche sul futuro del vaping in vista della Brexit.

“lo svapo è molto meno dannoso delle normali sigarette e le sigarette elettroniche dovrebbero essere rese disponibili su prescrizione per aiutare più persone a smettere di fumare.

Non ci sono prove che le sigarette elettroniche siano un accesso al fumo per i giovani”

I parlamentari Inglesi hanno chiesto :

  • maggiore libertà per l’industria di pubblicizzare le sigarette elettroniche;
  • attenuazione delle normative e delle tasse sulle sigarette elettroniche per riflettere i relativi benefici per la salute;
  • una revisione annuale degli effetti sulla salute delle sigarette elettroniche e dei prodotti non bruciati;
  • dibattiti pubblici di approfondimento sulla riduzione del danno e sulla sigaretta elettronica;
  • possibilità di prescrivere la sigaretta elettronica come ausilio medicale;
  • un ripensamento sui limiti di concentrazione nicotinica e capacità flaconi di ricarica;
  • legalizzazione dello snus, prodotto del tabacco per uso orale, illegale nell’Unione europea ad eccezione della Svezia.

Nel Regno Unito 2,9 milioni usano la sigaretta elettronica, tra questi circa mezzo milione le sta usando per smettere di fumare.

Ogni anno decine di migliaia di britannici riescono a smettere di fumare grazie alla sigaretta elettronica.


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Sigaretta elettronica, forte riduzione del danno

Studio di SmokeFreeBrain presenta i risultati.

Il dottore Alexis Bailey della St. George University sta conducendo uno studio in stretta collaborazione con Public Health England e il principale tossicologo dell’istituzione britannica, Tim Marczylo.

“I nostri risultati indicano che la sigaretta elettronica è un mezzo efficace per smettere di fumare, inducendo dei cambiamenti positivi nei parametri psicometrici e nel bisogno di fumare”.

Lo studio si chiama SmokeFreeBrain e vuole valutare cosa accade ai forti fumatori che passano alla sigaretta elettronica per 28 giorni.


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Il divieto sulla sigaretta elettronica è un patto con industria del tabacco

Aspro documento contro l’Organizzazione mondiale della Sanità firmato da decine di autorevoli scienziati.

È iniziato a Ginevra il COP8, l’ottava sessione della Conferenza delle Parti alla Convenzione quadro dell’OMS per il controllo del tabacco.

Un gruppo di scienziati tra i più autorevoli al mondo, firma un rapporto internazionale che critica duramente il comportamento dell’OMS.

Niente fuoco, niente fumo: lo stato globale della riduzione del danno da fumo” è appena stato pubblicato da APO, l’osservatorio internazionale di analisi politiche, ed è firmato da tutti gli scienziati più autorevoli al mondo nel campo della ricerca internazionale per la riduzione del danno da fumo, tra cui anche il nostro Riccardo Polosa, il direttore del CoEHAR.

L’OMS è accusata di non rispettare il trattato internazionale che sostiene la diffusione di strumenti alternativi al fumo.

Prodotti come le sigarette elettroniche, i dispositivi a tabacco riscaldato e lo snus svedese hanno avuto un grande successo nel ridurre i tassi dal fumo nel mondo ed è per questo che l’ostilità dell’OMS è inaccettabile.Il professor Gerry Stimson di Knowledge Action Change, che ha commissionato la relazione afferma:

“L’OMS ignora il trattato che obbliga tutti i firmatari ad adottare l’approccio strategico della riduzione del danno da fumo per incoraggiare i fumatori a passare a prodotti più sicuri”

In Norvegia dove all’introduzione dello snus il tasso di fumo tra le giovani donne è crollato dal 30% a solo l’1%.

Negli Stati Uniti, a seguito della crescita dell’uso di sigarette elettroniche, hanno visto una netta diminuzione del fumo tra gli adolescenti.

In Giappone dopo il successo dei prodotti del tabacco riscaldato si è registrato un calo delle vendite di sigarette di un quarto negli ultimi 2 anni.

Harry Shapiro, l’autore principale del rapporto, afferma

“E’ stato sorprendente esaminare i dati e confermare che l’utilizzo delle e-cig è sempre legato ad una netta diminuzione dei tassi di fumo di sigaretta convenzionale. Qualunque sia la motivazione secondo la quale molti Paesi scelgono di mettere a bando la vendita di e-cig è bene per loro sapere di aver firmato un patto di amicizia con l’industria del tabacco”

Al COP8 stanno partecipano i rappresentanti di 181 paesi che, secondo la Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco, sono vincolati alla riduzione del danno.

Ecco alcuni dei sottoscrittori del trattato:
David Abrams, USA;
Amy Arthur, USA;
Scott Ballin, USA;
Clive Bates, Zimbabwe;
Atakan Befrits, Sweden;
Jeannie Cameron, UK;
Gregory Conley, USA;
Kim Dabelstein, Denmark;
Miroslaw Dworniczak, Poland;
Konstantinos Farsalinos, Greece;
Ryan Gelbart, Australia;
Judy Gibson, UK;
Joe Gitchell, USA;
Marewa Glover, New Zealand;
Bill Godshall, USA;
Wayne Hall, Australia;
James Hargrave, UK;
Bonnie Herzog, USA;
Zvi Herzig, Israel;
Sarah Jakes, UK;
Martin Jarvis, UK;
Cecilia Kindstrand-Isaksson, Sweden;
Patricia Kovacevic, USA;
Jacques Le Houezec, France;
David Levy, USA;
Karl Lund, Norway;
Angus McKay, Australia;
Colin Mendelsohn, Australia;
Barnaby Page, UK;
Tim Phillips, UK;
Riccardo Polosa, Italy;
Helen Redmond, USA;
Rajesh Sharan, India;
Saul Shiffman, USA;
Karl Snaebjornsson, Iceland;
David Sweanor, Canada;
Nancy Sutthoff, New Zealand;
Roberto Sussman, Mexico;
Bengt Wiberg, Sweden.



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La sigaretta elettronica può aiutare nel periodo pre e post operatorio

L’Università della California ha confrontato i risultati di ecig e cerotti alla nicotina in pazienti fumatori in attesa d’intervento chirurgico.

Le sigarette elettroniche possono essere utilizzate dai pazienti che devono smettere di fumare nel periodo pre e post operatorio.

Per stabilirlo un team di ricercatori dell’Università della California, coordinato da Susan M. Lee, ha condotto una sperimentazione paragonando sigarette elettroniche e cerotti alla nicotina.

È noto che il fumo comporta complicazioni in fase operatoria e si è tentato di comprendere l’efficacia delle sigarette elettroniche nel minimizzare le problematiche.

Come descritto nello studio “E-cigarettes versus nicotine patches for perioperative smoking cessation: a pilot randomized trial“, alcuni fumatori che dovevano subire un’operazione sono stati divisi a caso in duein 2 gruppi: ad uno sono stati forniti cerotti alla nicotina, mentre l’altro ha avuto una sigaretta elettronica; sono state date scorte per sei settimane a riduzione progressiva, oltre che un counseling psicologico.

Il giorno dell’operazione, entrambi i gruppi avevano smesso di fumare, ma la capacità polmonare, misurata nella spirometria, era superiore nei pazienti che avevano utilizzato l’ecig.In definitiva dallo studio si evince che la sigaretta elettronica si potrebbe utilizzare per i pazienti nel periodo perioperatorio.

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Consumatori all’Oms: “Vietare l’ecig non è etico né scientifico”

La rete dei consumatori fa tre proposte per difendere le sigarette elettroniche.

“Crediamo che il mandato della Framework Convention on Tobacco Control Treaty (FCTC) non si estenda ai Sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (Ends), perché non sono prodotti del tabacco”.

Nella sua lettera aperta INNCO mette nega la liceità della Convenzione quadro sul controllo del tabacco ad occuparsi di prodotti come la sigaretta elettronica, privi di tabacco.

Il mondo della #SigarettaElettronica è preoccupato per le indiscrezioni secondo cui l’Oms sarebbe propensa a suggerire il divieto o l’iper-regolamentazione dei prodotti di riduzione del rischio da fumo.

Questo ha portato l’International Network of Nicotine Consumer Organisations, una rete che di 30 associazioni di consumatori e che annovera Riccardo Polosa fra i consulenti scientifici, a scrivere una lettera pubblica.

Dopo aver ribadito che scienziati indipendenti hanno dimostrato che le sigarette elettroniche riducono del 95% il rischio da fumo perchè è la combustione a causare gran parte del danno, INNCO afferma:

“vietare questi prodotti non è etico né scientifico, ma rappresenta un danno per la salute pubblica e una protezione irrazionale del mercato delle sigarette tradizionali”.

La presidente Nancy Sutthoff, che firma la lettera, afferma

 “l’eccessiva regolamentazione o tassazione degli Ends è controproducente e incauto, perché la riduzione del danno è un diritto umano”.

L’organizzazione presenta 3 richieste:

  • Riconoscere che l’uso degli Ends è parte di una efficace strategia della riduzione del danno come definita dall’articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control Treaty.
  • Ribaltare la decisione del Cop7 di Nuova Delhi, che invitava i singoli Paesi a considerare misure normative, comprese quelle di limitare o vietare la produzione, l’importazione e l’uso dei prodotti del vaping.
  • Regolamentare gli Ends in maniera distinta dai prodotti del tabacco a combustione e cioè come semplici prodotti di consumo, soggetti solo alla tassa sui beni di consumo di ciascun Paese e non alle accise sul tabacco.


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Una domanda al ministro : “Cosa pensi della sigaretta elettronica?”

L’Italia e il piano strategico del Cop8 di Ginevra, dove sarà elaborata la normativa dei prossimi cinque anni sul tabacco e sulle #SigaretteElettroniche.

L’Italia ha sempre guardato al mondo della #SigarettaElettronica solo per gl’introiti e non dal punto di vista della Salute Pubblica.

In Europa il dibattito è incetrato sulla salute e sui livelli di riduzione del danno che gli strumenti di nuova generazione possono garantire rispetto al tabacco tradizionale.

7 nterrogazioni parlamentari sono state presentate nella scorsa legislatura senza avere risposta , a riprova del disinteresse dello scorso esecutivo verso il settore delle alternative al fumo.

L’attuale governo giallo-verde si è detto particolarmente sensibile all’argomento, per ora si sono solo congelate le accise sui liquidi pregresse fino a dicembre, ma di una liberalizzazione e di una normativa non si è ancora parlato.

Il 1 ottobre, Ginevra ospita l’ottava edizione della Conferenza delle parti della Convenzione quadro sul controllo del tabacco, nell’ambito del primo trattato internazionale sulla salute pubblica adottato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Le indiscrezioni dicono che l’Italia voterà sotto l’influenza dagli indirizzi dettati dall’Oms, che vede anche nella sigaretta elettronica un ipotetico pericolo per la salute pubblica.

Questa tesi è ormai contrastata dalla realtà scientifica e da molti altri Paesi europei, dove la riduzione del danno è accompagnata dallo sviluppo e il sostegno dei vaporizzatori personali.

L’onorevole Rossana Boldi (Lega) ha dichiarato:

“I prodotti di nuova generazione e le sigarette elettroniche rappresentano un importante settore su cui anche la nuova maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle si è più volte espressa prevedendo anche nel contratto di Governo una misura dedicata volta a correggere alcune criticità legate alla tassazione”

E successivamente ha chiesto quale posizione il Governo intenda adottare nell’ambito della prossima Conferenza delle parti COP8.

Rimaniamo in attesa di una risposta di un Ministro della salute e non di un rappresentante dell’economia.

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In Europa 9 su 10 vogliono normativa sulle #SigaretteElettroniche sganciata dal tabacco

Divulgati i risultati della consultazione pubblica voluta dalla Commissione europea. Gli italiani, come al solito, hanno disertato l’appello: hanno partecipato 296 persone.

La Commissione europea ha divulgato i risultati della consultazione pubblica sui prodotti del tabacco e degli strumenti di riduzione del danno in vista di una probabile tassazione concordata in tutta Europa.

La risposta degli europei non lascia adito a dubbi: l’88,9% ritiene che lo svapo non sia un prodotto del tabacco.

Massiccia l’adesione dei cittadini tedeschi che rappresentano il 42,8% delle risposte, superando di molto gli spagnoli e e i francesi.

È patetico riscontrare che la partecipazione italiana non ha superato le 300 persone.

La partecipazione diretta nel nostro Paese è un concetto ancora difficile da capire, l’Italiano medio non comprende più l’importanza di far sentire la propria opinione alle istituzioni, che poi stabiliscono le normative da seguire; solo dopo che le cose sono fatte scattano le lamentele.

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EURISPES SULLA SIGARETTA ELETTRONICA: “Defiscalizzare e informare”

Pubblicato il rapporto di ricerca.

Per diffondere la cultura della riduzione del fumo e dei danni ad esso correlati bisogna ridurne la pressione fiscale e lanciare campagne di comunicazione e informazione istituzionale sulla sigaretta elettronica.

Ci sarebbe bisogno della collaborazione dei medici di base che dovrebbero diventare veri e propri “testimonial” per la salute dei fumatori.

Queste e altre sono le evidenze emerse nel rapporto Eurispes sul fumo e sull’impatto di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato 

già oggi tutte le evidenze scientifiche e le analisi indipendenti attestano una assai minore pericolosità dei vapori con e senza nicotina rispetto all’assunzione tradizionale del tabacco combusto

Entro la fine dell’anno sarà condotta una seconda indagine per approfondire l’aspetto medicale e scientifico degli strumenti di riduzione del danno.

Il passaggio dal fumo tradizionale agli strumenti di riduzione del danno può avvenire soltanto se i fumatori sono informati e messi a conocenza dei benefici conseguenti.

Il modello di riferimento è quello del Regno Unito:

C’è da augurarsi che anche in Italia si proceda, con il pieno rispetto delle procedure e dei tempi necessari, ad analoghe aperture verso l’obiettivo essenziale della riduzione del danno. La leva fiscale può avere un ruolo importante – anche se non risolutivo – rappresentando la porta attraverso cui il legislatore agevola l’innovazione benefica per la collettività. Maggiore sarà la convenienza economica delle alternative tecnologiche, maggiore sarà il numero delle persone disposte ad adottarle

Qualche polemica ha suscitato il finanziamento di Philip Morris ad Eurispes per condurre la ricerca. Il presidente Fara ha precisato: “La ricerca è totalmente indipendente. Philip Morris ci ha dato il contributo ma non ha in alcun modo influenzato i risultati. Purtroppo in Italia mancano i finanziamenti statali destinati alla ricerca quindi gli istituti devono affidarsi ai privati. In ogni caso non abbiamo tenuto nascosto nulla, in totale trasparenza abbiamo dichiarato di aver accettato il contributo“.

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Sigaretta elettronica danneggia le cellule polmonari? “Lo studio è inverosimile”

Il professor Massimo Caruso dell’università di Catania approfondisce la ricerca pubblicata sulla rivista Thorax e osserva che: “Non è basata su criteri reali”

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Thorax le sostanze contenute nei liquidi di ricarica per #SigaretteElettroniche possono compromettere le funzioni immunitarie di alcune cellule che si trovano nei polmoni.

A distanza di qualche giorno, arriva la risposta della comunità scientifica che sembrerebbe smontare i risultati evidenziati in relazione alla metodologia usata che non riprodurrebbe condizioni verosimili.

Massimo Caruso, docente dell’Università degli Studi di Catania ed esperto di asma e immunologia della Lega Italiana Anti Fumo afferma che; 

“Come è accaduto per altri studi, ci troviamo di nuovo di fronte all’impossibilità di tradurre i risultati di uno studio nella realtà dell’utilizzo quotidiano della sigaretta elettronica. La necessità di seguire protocolli standardizzati e ben definiti per la generazione del vapore risulta di nuovo evidente. 

L’esposizione per 24 ore al condensato del vapore di e-cig, ad esempio, è lontanissima dalla realtà perchè nessuno svapa ininterrottamente per 24 ore.  

I macrofagi alveolari, inoltre, non sono cellule circolanti, bensì residenti nel tessuto polmonare e per avere una reale identificazione degli effetti del vapore di e-cig su di essi bisognava creare un modello di tessuto polmonare per esporli all’effetto diretto del vapore.

Insomma sebbene sia positivo l’uso di cellule umane normali, oltre a quelle tumorali, i dati di questo studio appaiono, a nostro avviso,clinicamente irrilevanti.”

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Polosa: “Parametri rigorosi e condivisi per le ricerche scientifiche”

Il professore afferma che la ricerca sulla #SigarettaElettronica ha bisogno di standard internazionali.

IL professore Catanese Riccardo Polosa parla al Global Tobacco and Nicotine Forum 2018 (GTFN), in corso a Londra, e rimarca nuovamente la necessità di standard condivisi per gli studi scientifici sulla sigaretta elettronica.

Durante l’evento dedicato alla riduzione del danno da fumo, il neo direttore del Cohear ha definito questo periodo che stiamo vivendo come :

un periodo di cambiamento epocale e da un cambiamento come questo può nascere una grande opportunità”.

Seguire questo cambiamento però significa anche monitorare i percorsi della scienza, criticarli e comunicarli nel modo più corretto possibile”.

Il professore ribadisce che si sta assistendo alla proliferazione di ricerche non basate su standard scientifici condivisi.

Come sanno bene gli addetti ai lavori, è il metodo di ricerca che spesso determina il risultato di uno studio scientifico; nel caso delle sigarette elettroniche,per esempio, se si usano temperature troppo alte, che non mimano il normale utilizzo dell’utente, si ottengono risultati estremi; come accadrebbe ad un qualsiasi cibo che cotto a puntino è buono, ma bruciato è immangiabile e cancerogeno.

Il professore ribadisce:

Sono urgenti standard internazionali per un rilancio del rigore nel campo della ricerca applicata alle nuove tecnologie per la riduzione del rischio”

esperti internazionali possano lavorare insieme per stabilire e sottoscrivere delle linee guida che possano garantire i più alti standard di qualità degli studi

Il consumatore ha diritto di usufruire di ricerche serie e non contradditorie per indirizzare la sua scelta, specialmente in questo caso in cui in ballo c’è la propria salute.