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Pubblicità legale e alleggerimento Tpd: la svolta britannica sulla sigaretta elettronica.

 La relazione della Commissione parlamentare scienza e tecnologia potrebbe dar vita ad un nuovo paradigma politico-scientifico sulla riduzione del danno.

Meno regole, più diffusione e sostegno dal Sistema sanitario nazionale, che arriverebbe anche a fornire gratuitamente le sigarette elettroniche.

Solo così le sigarette elettroniche potranno soppiantare il tabacco e ridurre drasticamente il numero di malattie e decessi legati al fumo.

Sono queste le misure Britanniche sul futuro del vaping in vista della Brexit.

“lo svapo è molto meno dannoso delle normali sigarette e le sigarette elettroniche dovrebbero essere rese disponibili su prescrizione per aiutare più persone a smettere di fumare.

Non ci sono prove che le sigarette elettroniche siano un accesso al fumo per i giovani”

I parlamentari Inglesi hanno chiesto :

  • maggiore libertà per l’industria di pubblicizzare le sigarette elettroniche;
  • attenuazione delle normative e delle tasse sulle sigarette elettroniche per riflettere i relativi benefici per la salute;
  • una revisione annuale degli effetti sulla salute delle sigarette elettroniche e dei prodotti non bruciati;
  • dibattiti pubblici di approfondimento sulla riduzione del danno e sulla sigaretta elettronica;
  • possibilità di prescrivere la sigaretta elettronica come ausilio medicale;
  • un ripensamento sui limiti di concentrazione nicotinica e capacità flaconi di ricarica;
  • legalizzazione dello snus, prodotto del tabacco per uso orale, illegale nell’Unione europea ad eccezione della Svezia.

Nel Regno Unito 2,9 milioni usano la sigaretta elettronica, tra questi circa mezzo milione le sta usando per smettere di fumare.

Ogni anno decine di migliaia di britannici riescono a smettere di fumare grazie alla sigaretta elettronica.


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Alla fine l’Oms cede: la sigaretta elettronica non è un prodotto del tabacco

Gli Ends non sono più inseriti nell’agenda dell’Oms come prodotti del tabacco, dove rimangono i riscaldatori di tabacco, lo snus e la pipa ad acqua.

La sigaretta elettronica avrebbe potuto essere inserita nella lista dei nuovi prodotti del tabacco e, quindi, sottostare alle restrizioni dalle leggi nazionali e alle normative sovranazionali.

Tutte le decisioni sono state rimandate al 2020, in occasione del Cop9 olandese.

Come bensappiamo la Convenzione Quadro sul Tabacco (COP) detta le linee guida dal punto di vista della tutela della salute pubblica a 181 Paesi.

Il lavoro di diplomatico a favore della sigaretta elettronica è stato premiato.

Il pericolo era che gli Ends ( gli strumenti elettronici di somministrazione della nicotina) potessero essere equiparati al tabacco.

I delegati del Cop hanno preferito attendere ancora due anni per prendere una decisione che poi difficilmente potrà essere modificata.

I riscaldatori sono stati considerati prodotti del tabacco – anche se in un capitolo diverso dal tabacco tradizionale – e per questo saranno sottoposti a una serie di verifiche e ulteriori analisi.

La nona conferenze delle parti si terrà in Olanda ad ottobre del 2020.

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News dal mondo

Gran Bretagna/Svizzera
Presentato a Ginevra il primo rapporto sullo stato della riduzione del danno a livello mondiale, firmato da Harry Shapiro e pubblicato da Knowledge Action Change.

Austria
L’approccio prudente della Commissione europea nei confronti della sigaretta elettronica resterà l’atteggiamento fondamentale anche nei prossimi mesi.

Lo ha detto il vice direttore della Dg salute e sicurezza alimentare, Martin Seychell, a margine dello European Health Forum in corso a Gastein in Austria.

Usa
Gli aromi contenuti nei liquidi delle sigarette elettroniche hanno un ruolo fondamentale nella riduzione del danno provocato dal tabacco.

Per la maggior parte degli svapatori risulta vitale il fatto che i liquidi utilizzati dalle sigarette elettroniche siano aromatizzati.

Austria
Filmati informativi su YouTube per promuovere il vaping come mezzo di riduzione del danno e alternativa al fumo.

L’idea è venuta al professore Bernard-Michael Mauer, tossicologo dell’Università di Graz.

Svizzera
Il mondo del vaping denuncia che nella settimana dell’ottava conferenza delle parti sul controllo del tabacco (Cop 8) il dibattito sulle sigarette elettroniche è stato inconcludente.

Svizzera
Knowledge Action Change (KAC) critica aspramente l’OMS,è ambigio il fatto che proprio l’OMS supporti e finanzi politiche per la salute in quei paesi che vietano l’utilizzo della sigaretta elettronica, ritenuta uno degli strumenti più efficaci nella riduzione del danno.

Gran Bretagna
Dal 2012, ottobre è in Gran Bretagna il mese contro il fumo; per quattro settimane, dal 1° al 28 del mese, la campagna “Stoptober” si propone di diffondere una capillare informazione contro i rischi per la salute legati al tabacco, accompagnata da assistenza ai fumatori che intendono avviare il percorso di riduzione e poi cessazione del fumo.

Francia
Inizia il mese senza tabacco, iniziativa del ministero della Salute in collaborazione con l’ente di assicurazione sanitaria.
Dal 2016, l’iniziativa ha portato alla riduzione di un milione di fumatori.

Francia
Nuovo aumento dei pacchetti di sigarette in Francia.
Graduale aumento del costo delle sigarette fino a 10 euro entro il 2020.

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Sigarette elettroniche, in legge di bilancio tassa ridotta del 95%

L’onorevole Comaroli (Lega) durante una trasmissione radiofonica anticipa la detassazione sui liquidi di ricarica della sigaretta elettronica.

“In legge di bilancio rimetteremo mano alla tassazione sulle sigarette elettroniche. L’ipotesi è di mantenerla tra il 5 e il 10 per cento rispetto all’importo dell’imposta sul tabacco. Molto probabilmente sarà il 5 per cento“.

Parlando di numeri, dal 1 gennaio, i liquidi di ricarica per le sigarette elettroniche saranno tassati di 0,39 euro ogni 10 millilitri, un valore 10 volte più basso di quello attuale.

Lo ha anticipato l’onorevole Silvana Comaroli (Lega), componente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati, durante un intervento su Radio Parlamento.

Si ridurrebbe drasticamente la pressione fiscale mantenendola ad un livello minimale, ridando slancio e vitalità all’intero settore, dal consumo alla produzione.

“Noi consideriamo le sigarette elettroniche come un sistema alternativo al fumo – ha commentato Comaroli – e chiaramente meno dannose. Oltretutto, con una alta tassazione si dà adito al fenomeno delle vendite in nero. È stato folle negli anni passati voler tassare i liquidi senza nicotina o i dispositivi che non hanno a che fare con il tabacco. Un minimo di tassazione la riteniamo corretta. Partiamo dal presupposto che fumare fa male, ma la sigaretta elettronica fa molto meno male. Il politico lungimirante non deve introdurre imposte per far cassa. Quando lo fa deve tenere anche conto degli effetti indiretti che provoca su aziende, lavoratori e consumatori“.


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Consumatori all’Oms: “Vietare l’ecig non è etico né scientifico”

La rete dei consumatori fa tre proposte per difendere le sigarette elettroniche.

“Crediamo che il mandato della Framework Convention on Tobacco Control Treaty (FCTC) non si estenda ai Sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (Ends), perché non sono prodotti del tabacco”.

Nella sua lettera aperta INNCO mette nega la liceità della Convenzione quadro sul controllo del tabacco ad occuparsi di prodotti come la sigaretta elettronica, privi di tabacco.

Il mondo della #SigarettaElettronica è preoccupato per le indiscrezioni secondo cui l’Oms sarebbe propensa a suggerire il divieto o l’iper-regolamentazione dei prodotti di riduzione del rischio da fumo.

Questo ha portato l’International Network of Nicotine Consumer Organisations, una rete che di 30 associazioni di consumatori e che annovera Riccardo Polosa fra i consulenti scientifici, a scrivere una lettera pubblica.

Dopo aver ribadito che scienziati indipendenti hanno dimostrato che le sigarette elettroniche riducono del 95% il rischio da fumo perchè è la combustione a causare gran parte del danno, INNCO afferma:

“vietare questi prodotti non è etico né scientifico, ma rappresenta un danno per la salute pubblica e una protezione irrazionale del mercato delle sigarette tradizionali”.

La presidente Nancy Sutthoff, che firma la lettera, afferma

 “l’eccessiva regolamentazione o tassazione degli Ends è controproducente e incauto, perché la riduzione del danno è un diritto umano”.

L’organizzazione presenta 3 richieste:

  • Riconoscere che l’uso degli Ends è parte di una efficace strategia della riduzione del danno come definita dall’articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control Treaty.
  • Ribaltare la decisione del Cop7 di Nuova Delhi, che invitava i singoli Paesi a considerare misure normative, comprese quelle di limitare o vietare la produzione, l’importazione e l’uso dei prodotti del vaping.
  • Regolamentare gli Ends in maniera distinta dai prodotti del tabacco a combustione e cioè come semplici prodotti di consumo, soggetti solo alla tassa sui beni di consumo di ciascun Paese e non alle accise sul tabacco.


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Le avvertenze obbligatorie sono controproducenti

Ennesimo studio Inglese sulla Sigaretta elettronica smentisce l’efficacia delle comunicazioni del danno del fumo sulle confezioni delle E-Cig.

Le “avvertenze sanitarie” che la Direttiva europea sui prodotti del tabacco impone su molti prodotti del vaping, hanno l’effetto di scoraggiare i fumatori dal passare alla #SigarettaElettronica.

Lo conferma uno studio coordinato da Sharon Cox del Centre for Addictive Behaviours Research della London South Bank University.

Frasi come

Questo prodotto contiene nicotina, una sostanza che crea elevata dipendenza

che in molti Paesi compaiono non sui flaconi di liquido, sugli atomizzatori vuoti e persino sulle box, che non potranno mai contenere nicotina, pensate per allontanare il fumatore dai prodotti a base di tabacco, hanno l’effetto di allontanare chi vuole smettere di fumare proprio dai mezzi di riduzione del danno come le sigarette elettroniche.

E’ normale che sia proprio Regno Unito, che ha scelto di puntare sull’ecig per sconfiggere il fumo e che ha un piede fuori dall’Unione europea, si ponga delle domande sull’efficacia di quanto previsto dalla Tpd.

Lo studio di di Cox e dei suoi collaboratori è stato trasversale e condotto online; al termine è stato detto:

“Visto il potenziale di rischio ridotto delle sigarette elettroniche rispetto a quelle di tabacco  è necessario valutare come i messaggi influenzino la scelta del prodotto e le strategie di cessazione nei diversi contesti normativi”

Sarebbe meglio sostituire le avvertenze sulla pericolosità della nicotina con messaggi positivi che mettano in evidenza la riduzione del rischio dei prodotti del vaping.

Questo, sicuramente, incoraggerebbe i fumatori ad abbandonare le bionde.

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In Europa 9 su 10 vogliono normativa sulle #SigaretteElettroniche sganciata dal tabacco

Divulgati i risultati della consultazione pubblica voluta dalla Commissione europea. Gli italiani, come al solito, hanno disertato l’appello: hanno partecipato 296 persone.

La Commissione europea ha divulgato i risultati della consultazione pubblica sui prodotti del tabacco e degli strumenti di riduzione del danno in vista di una probabile tassazione concordata in tutta Europa.

La risposta degli europei non lascia adito a dubbi: l’88,9% ritiene che lo svapo non sia un prodotto del tabacco.

Massiccia l’adesione dei cittadini tedeschi che rappresentano il 42,8% delle risposte, superando di molto gli spagnoli e e i francesi.

È patetico riscontrare che la partecipazione italiana non ha superato le 300 persone.

La partecipazione diretta nel nostro Paese è un concetto ancora difficile da capire, l’Italiano medio non comprende più l’importanza di far sentire la propria opinione alle istituzioni, che poi stabiliscono le normative da seguire; solo dopo che le cose sono fatte scattano le lamentele.

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50 sterline per ogni ex fumatore

In Essex, Inghilterra, gli store di sigarette elettroniche celebrano il successo di un progetto in affiancamento con la sanità pubblica.


Public Health England – l’Istituto superiore di sanità Inglese – ha tratto i risultati di un progetto pilota condotto in Essex che contava ,secondo gli ultimi sondaggi, circa 160 mila fumatori.

Qui si è deciso di combattere il tabagismo, alleandosi con i negozi specializzati di sigarette elettroniche.

Sono stati selezionati 17 negozi, che rispondevano a precisi criteri, sparsi su tutto il territorio della contea , in particolare nelle zone più disagiate; ai negozianti che hanno aderito al progetto e al loro staff è stato offerto un periodo di formazione nell’assistenza al fumatore, più la possibilità di avere ulteriore sostegno su richiesta.

I negozi sono stati tenuti a organizzare per i clienti sei sessioni di controllo, verificando l’astinenza da fumo con il test del monossido di carbonio.

Dopo 28 giorni senza aver fumato, in base alle linee guida del Dipartimento della salute, il cliente poteva essere considerato un “quitter”, un ex fumatore.

Per ogni “quitter” verificato l’Essex Lifestyles Service ha versato al negoziante 50 sterline.Gli esercizi commerciali che hanno aderito hanno condiviso i loro dati con le autorità sanitarie.

Oltre 900 persone hanno smesso di fumare utilizzando una sigaretta elettronica, inoltre il progetto ha permesso di instaurare una sinergia fra il settore pubblico e quello privato.

Anche i medici di base sono stati coinvolti che segnalando ai pazienti i negozi di sigarette elettroniche.

Le casse pubbliche hanno avuto un risparmio di oltre 100mila sterline ed è per questo che il programma andrà avanti ed è stato rifinanziato grazie all’intervento dell’Essex County Council.

Il prossimo passo sarà quello di collaborare con gli istituti delle case popolari, studiando offerte sui liquidi e sugli hardware per i residenti.

Un ennesimo plauso all’Inghiletrra e alla Sua lungimiranza sulla tutela della salute pubblica, un ennesimo esempio di politica per il cittadino.

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Sigarette elettroniche, 17,8 milioni di dollari per capire i gusti dei giovani

Università californiana finanziata con quasi 20 milioni di dollari per comprendere cosa spinga i giovani a svapare e quali sono i loro gusti preferiti.

la California ha stanziato 17,8 milioni di dollari all’Università della California Meridionale per una ricerca  sulla regolamentazione dei prodotti del tabacco, con particolare attenzione alla diffusione della sigaretta elettronica tra i minori.

Il punto centrale dell’iniziativa sarà quello di comprendere il perchè i giovani consumano nicotina come i riscaldatori di tabacco e le sigarette elettroniche.

Particolare attenzione sarà rivolta alle pod, le sigarette elettroniche dalle dimensioni molto ridotte e molto diffuse nelle scuole statunitense.

Particolare attenzione sarà rivolta al modello Juul chequesti ultimi mesi sta spopolando tra i ragazzi americani.

Al suo interno ci sono concentrazioni di nicotina molto alte, sino a 56 mg per millilitro.



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Consumatori sigarette elettroniche: “Un plauso agli sconti commerciali”

Ecco il comunicato stampa dell’associazione dei consumatori Anpvu sugli sconti commerciali avviati da alcune aziende e distributori di prodotti del vaping

A seguito dell’approvazione definitiva da parte del Senato del progetto di conversione in legge del DL “Milleproroghe” del 25 Luglio 2018 n. 91, in cui all’art 8 comma 4 si prevede la sospensione del pagamento dell’imposta prevista ai sensi dei commi 1 e 1bis dell’articolo 62-quater del decreto legislativo 26 Ottobre 1995 n. 504, diversi produttori hanno deciso di venire incontro alle esigenze dei consumatori, speranzosi in una rimodulazione adeguata della tassazione vigente, applicando sconti sui loro prodotti, cercando di rilanciare in un futuro il mercato dei liquidi pronti nei formati da 10ml.

Questa politica commerciale non può che ottenere il nostro plauso e, soprattutto di coloro che, volendo passare ad uno strumento di riduzione del danno, si trovano a dover spendere cifre incomprensibilmente alte per acquistare prodotti che, se venduti scomposti, hanno un costo irrisorio. Ciò scoraggia coloro che hanno meno forza di volontà e ricadono nel fumo