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In Inghilterra via libera alla pubblicità con frasi sulla riduzione del danno

La commissione parlamentare inglese ha annunciato la storica decisione.

Le autorità britanniche compiono un nuovo passo avanti in favore del vaping.

La Committees of Advertising Practice, la commissione che regola la pubblicità, ha annunciato che è stato tolto il divieto di fare affermazioni sulla salute nella pubblicità di sigarette elettroniche.

La misura era nell’aria almeno dallo scorso settembre, quando il presidente della Commissione scienza e tecnologia del Parlamento, Norman Lamb, aveva affermato che :


” bisogna passare a un quadro normativo proporzionato al rischio, nel quale le norme, le regole sulla pubblicità e le tasse riflettano il danno relativo delle varie sigarette elettroniche e dei prodotti del tabacco esistenti”.

Ottenere la nuova legge è stato semplicissimo; è bastato levare dall’articolo 22.5, dell’attuale normativa, che recita “le comunicazioni pubblicitarie non possono contenere affermazioni sulla salute o mediche, a meno che il prodotto non sia stato autorizzato a quello scopo dall’Mhra (l’agenzia regolatrice del farmaco, ndr)”, è stata semplicemente cancellata la parola “health”, sulla salute.

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Decreto Fiscale, Pd e Leu contro la sigaretta elettronica

Gli emendamenti della sinistra parlamentare per non consentire alle aziende di rimodulare il debito pregresso con il fisco.

Dalla sinistra sono stati presentati proposte di cambiamento al testo del decreto legge fiscale in approvazione al Senato.

Le ipotesi però non sono volte a rimodularel’imposta di consumo o a consentire la libera vendita di liquidi senza nicotina, ma a impedire che le aziende possano rateizzare e vedersi scontato il debito pregresso con il fisco.

Sia il gruppo del Partito Democratico (con le fime dei senatori D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo) che di Liberi e Uguali (coni senatori Grasso, De Petris, Errani, La Forgia) hanno presentato emendamenti per cancellare per intero l’articolo 8 del decreto fiscale, quello che consente alle aziende di rinegoziare il debito pregresso con il fisco vorrebbero, inoltre, che il debito venisse pagato in 24 rate e non in 120 come invece risultante dal decreto legge fiscale.

Terza ipotesi emendativa, l’obbligo di versare tutto il debito (senza possibilità di rinegoziazione) nel caso in cui l’azienda saltasse il pagamento di una sola rata, non sei come invece prevede il testo del governo.

Un altro colpo all’industria Italiana, morente, della Sigaretta Elettronica e l’ennesimo autogol di una sinistra defunta.

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Notizie dal mondo

Gran Bretagna
I vapers risparmieranno migliaia di sterline potendo finalmente accedere alla stessa assicurazione sanitaria dei non fumatori.
Lo riporta il quotidiano The Sun, spiegando che la novità segue l’ormai famoso rapporto della Public Health England che certificava che il vaping è il 95 per cento meno dannoso del fumo di tabacco.
Secondo il giornale gli svapatori risparmieranno  la metà di quanto deve pagare un fumatore per stipulare un’assicurazione per malattie critiche, come riportato da un sito che paragona i costi sanitari.

Usa
Juul, la rivista Fortune riprende una notizia di Yahoo Finance, che riporta che il valore raggiunto dall’azienda Juul Lab è superiore ai 10 miliardi di dollari; l’aumento di valore dell’azienda di San Francisco è stato uno dei più rapidi della storia imprenditoriale americana ,quattro volte superiore a quello di Facebook.

Svizzera – Cop8
L’ottava Conferenza delle parti di Ginevra (Cop8) non ha inserito gli Ends (gli strumenti elettronici di somministrazione della nicotina, tra i quali  la sigaretta elettronica) nella lista dei prodotti del tabacco, caso in cui si sarebbero innescate tutte le restrizioni previste dalle leggi nazionali e dalle normative internazionali.

Marocco
In Marocco il dibattito sul vaping è appena agli inizi.
Tutto il continente nero, è ancora un Eldorado per le multinazionali del tabacco con la compiacenza dei governi nazionali, ma come riportato dal quotidiano marocchino Aujourd’hui la discussione sulla riduzione del danno da tabacco stà cominciando.

Australia
Il nome sigaretta elettronica è fuorviante legato alla sigaretta tradizionale, con la quale non ha nulla in comune, ad iniziare fs rischio per la salute.
È una proposta dell’Australian Tobacco Harm Association, che invita a chiamare questa vera e propria rivoluzione economica, culturale e sanitaria con il nome di vaporizzatore.

Francia
Si è svolto lo scorso fine settimana (da sabato 6 a lunedì 8 ottobre) Vapexpo, il salone del vaping francese, organizzato  a Parigi nel parco delle esposizioni di Villepinte.

Usa
La sigaretta elettronica è uno strumento utile anche per i fumatori nei periodi pre e post operatori.

Svizzera
Critiche da parte dei sanitari al progetto di legge sui prodotti del tabacco in Svizzera che permetterà ai produttori di sigarette di aggirare la legge per la difesa della salute.

Cina
La leader Carrie Lang ha proposto il divieto totale di vendita dell’ecig, illustrando una serie di proposte politiche del governo per i prossimi mesi.

Francia
I tabaccai dovranno trasformarsi in drugstore accompagnando ogni momento della vita quotidiana dei francesi adattandosi ai cambiamenti e proponendo sempre nuovi servizi.

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Alla fine l’Oms cede: la sigaretta elettronica non è un prodotto del tabacco

Gli Ends non sono più inseriti nell’agenda dell’Oms come prodotti del tabacco, dove rimangono i riscaldatori di tabacco, lo snus e la pipa ad acqua.

La sigaretta elettronica avrebbe potuto essere inserita nella lista dei nuovi prodotti del tabacco e, quindi, sottostare alle restrizioni dalle leggi nazionali e alle normative sovranazionali.

Tutte le decisioni sono state rimandate al 2020, in occasione del Cop9 olandese.

Come bensappiamo la Convenzione Quadro sul Tabacco (COP) detta le linee guida dal punto di vista della tutela della salute pubblica a 181 Paesi.

Il lavoro di diplomatico a favore della sigaretta elettronica è stato premiato.

Il pericolo era che gli Ends ( gli strumenti elettronici di somministrazione della nicotina) potessero essere equiparati al tabacco.

I delegati del Cop hanno preferito attendere ancora due anni per prendere una decisione che poi difficilmente potrà essere modificata.

I riscaldatori sono stati considerati prodotti del tabacco – anche se in un capitolo diverso dal tabacco tradizionale – e per questo saranno sottoposti a una serie di verifiche e ulteriori analisi.

La nona conferenze delle parti si terrà in Olanda ad ottobre del 2020.

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Riccardo Polosa ha parlato all’Onu

Lo scienziato italiano presenterà a New York le evidenze scientifiche ed i risultati raggiunti in molti Paesi in questi grazie all’utilizzo delle #SigaretteElettroniche.

Dopo gli interventi tenuti presso il parlamento britannico e l’incontro con il governo giapponese, il professor Riccardo Polosa, il 27 Settembre, a New York ha partecipato alla terza assemblea generale delle Nazione Unite istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle malattie non trasmissibili.

Il direttore del CoEHAR (il Centro di ricerca internazionale per la riduzione del danno da fumo dell’Università degli studi di Catania), in veste di autorevole membro della comunità scientifica internazionale ha parlato di politiche di salute pubblica e di soluzioni per ridurre l’impatto del fumo nel mondo.

Polosa ha partecipato al Multi-stakeholder Panels 1,  durante la quale si sono affrontati due temi il rafforzamento dei sistemi per prevenire e tenere sotto controllo le malattie non trasmissibili e la promozione di stili di vita più sani; che queste malattie (rappresentate dal cancro, dalle malattie cardiovascolari, dal diabete e dai disturbi respiratori cronici) sono oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano e hanno come fattore di rischio primario proprio il fumo.

Ad ottobre del 2017, la Commissione delle Nazioni Unite ha pubblicato  “Time to deliver: report of the WHO Independent High-Level Commission on Noncommunicable Diseases” dove sono state elencate le raccomandazioni per contrastare la comparsa delle malattie non trasmissibili causate principalmente dal tabagismo, dall’abuso di alcol, dall’alimentazione non corretta e dai bassi livelli di attività fisica.Prima della della partenza Polosa aveva detto:

L’attenzione mediatica verso questo evento di portata globale deve fare da eco alla grande rivoluzione che il mondo sta vivendo, presenterò a New York le evidenze scientifiche ed i risultati raggiunti in molti Paesi in questi anni grazie all’utilizzo di strumenti che riducono il rischio del fumo. Stiamo combattendo questa piaga cercando di cambiare definitivamente lo stile di vita di intere nazioni. Ma è necessario che le Istituzioni ci supportino in questo cambiamento che può rappresentare una grande opportunità

Polosa ha partecipato anche come consulente scientifico di Innco, la coalizione globale di associazioni di utilizzatori di sigaretta elettronica che aveva presentato, pochi giorni prima, all’Organizzazione Mondiale della Sanità una lettera aperta con la quale presentava le seguenti richieste:


  • riconoscere l’uso di sigarette elettroniche come parte efficace della strategia di riduzione del danno;
  • invertire la decisione presa alla COP7 per invitare i paesi a prendere in considerazione misure normative più restrittive sull’uso delle elettroniche;
  • confermare che le sigarette elettroniche devono essere regolamentate come prodotti diversi dai tradizionali prodotti del tabacco.

Le decisioni che verranno prese a New York saranno il punto di partenza di un nuovo modo di pensare la prevenzione globale, un momento fondamentale per le scelte future di politica antifumo.

Dal 1 al 6 ottobre a Ginevra si terrà l’ottava sessione della Conferenza delle Parti (COP 8) alla Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco.

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50 sterline per ogni ex fumatore

In Essex, Inghilterra, gli store di sigarette elettroniche celebrano il successo di un progetto in affiancamento con la sanità pubblica.


Public Health England – l’Istituto superiore di sanità Inglese – ha tratto i risultati di un progetto pilota condotto in Essex che contava ,secondo gli ultimi sondaggi, circa 160 mila fumatori.

Qui si è deciso di combattere il tabagismo, alleandosi con i negozi specializzati di sigarette elettroniche.

Sono stati selezionati 17 negozi, che rispondevano a precisi criteri, sparsi su tutto il territorio della contea , in particolare nelle zone più disagiate; ai negozianti che hanno aderito al progetto e al loro staff è stato offerto un periodo di formazione nell’assistenza al fumatore, più la possibilità di avere ulteriore sostegno su richiesta.

I negozi sono stati tenuti a organizzare per i clienti sei sessioni di controllo, verificando l’astinenza da fumo con il test del monossido di carbonio.

Dopo 28 giorni senza aver fumato, in base alle linee guida del Dipartimento della salute, il cliente poteva essere considerato un “quitter”, un ex fumatore.

Per ogni “quitter” verificato l’Essex Lifestyles Service ha versato al negoziante 50 sterline.Gli esercizi commerciali che hanno aderito hanno condiviso i loro dati con le autorità sanitarie.

Oltre 900 persone hanno smesso di fumare utilizzando una sigaretta elettronica, inoltre il progetto ha permesso di instaurare una sinergia fra il settore pubblico e quello privato.

Anche i medici di base sono stati coinvolti che segnalando ai pazienti i negozi di sigarette elettroniche.

Le casse pubbliche hanno avuto un risparmio di oltre 100mila sterline ed è per questo che il programma andrà avanti ed è stato rifinanziato grazie all’intervento dell’Essex County Council.

Il prossimo passo sarà quello di collaborare con gli istituti delle case popolari, studiando offerte sui liquidi e sugli hardware per i residenti.

Un ennesimo plauso all’Inghiletrra e alla Sua lungimiranza sulla tutela della salute pubblica, un ennesimo esempio di politica per il cittadino.

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Minori e sigaretta elettronica

L’agenda delle organizzazioni multilaterali di sanità e il dibattito sul rapporto tra il fumo ei minori.

Richiamando la teoria del gateway effect, si reputa che le sigarette elettroniche introducano i ragazzi al fumo, attraendoli con i gusti dolci dei liquidi di ricarica.

La tesi introdotta nel dibattito dalla Fda statunitense, che sta addirittura valutando di mettere al bando tali aromatizzazioni.

In Europa vige la Direttiva europea sui tabacchi e prodotti liquidi da inalazione, recepita dall’Italia a gennaio del 2016 che prescrive regole ferree per i produttori a garanzia e tutela dei consumatori.Ogni nuovo liquido deve essere notificato al ministero della Salute sei mesi prima di essere immesso in commercio.

Secondo le organizzazioni sanitarie, questo non basta ad allontanare i giovani dalla sigaretta elettronica.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, il 10% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni è fumatore abituale, nonostante il divieto di vendita dei tabacchi ai minori, qualcuno vende loro il pacchetto di sigarette.
 
Da questo si comprende che per combattere questa tendenza non servono i divieti quanto la consapevolezza che non è possibile obbligare i cittadini per legge a smettere di colpo di fumare, bisognerebbe incentivare e favorire la diffusione della sigaretta elettronica.

Da una politica pro #SigarettaElettronica lo Stato potrebbe avere 3 benefici:
 

  • abbattere la spesa sanitaria da malattie da fumo;
  • incassare attraverso i versamenti dell’Iva la somma mancante dalle previsioni erariali;
  • ridare vitalità un settore economico dal potenziale giro d’affari vicino al miliardo di euro.

La Legge di bilancio è l’ultima possibilità per riformare il comparto, se non succederà nulla l’indistria del tabacco avrà vinto.

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All’estero si pensa alla salute, in Italia solo a fare cassa

Si parla di sigaretta elettronica e si abbatte il mercato!

In tutta Europa il dibattito è incentrato sulla salute e sulla sanità.

A partire dalla ottava edizione della Conferenza delle parti che dal 1° ottobre avrà luogo a Ginevra, gli attori economici e istituzionali si confronteranno sul futuro degli strumenti di riduzione del danno, tracciando il quadro attuale e le linee programmatiche per il prossimo biennio.

Nel Regno Unito, dove la sigaretta elettronica è il principale strumento per smettere di fumare, la Public Health England  ha quantificato la riduzione del danno: las igaretta elettronica, abbatte del 95 per cento il danno provocato dal fumo della sigaretta tradizionale.

Il parlamento britannico ha da poco concluso una indagine ed ha concluso che : le istituzioni devono adoperarsi per incoraggiare i fumatori a passare al vaping.

I medici Britannici devono consigliarlo ai propri pazienti fumatori mentre lo Stato non deve tassarlo per consentirne la maggiore diffusione possibile, né sottoporlo alle limitazioni del fumo tradizionale.

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Con la sigaretta elettronica il rischio è del 99% inferiore.

Una nuova analisi ha confermato la differente di tossicità tra il fumo di sigaretta e il vapore dell’ecig.

Una ricerca sul dispositivo di vaporizzazione myblu di Fontem Ventures dimostra che la sigaretta elettronica emette il 99% di sostanze tossiche in meno rispetto alla sigaretta tradizionale.Il dottor Grant O’Connell, direttore degli affari aziendali di Fontem Ventures ha dichiarato:

Coerente con i dati clinici emergenti, questo studio dimostra che i dispositivi vaping di alta qualità e gli e-liquid riducono sostanzialmente l’esposizione ad agenti cancerogeni e tossici nei fumatori che li usano come alternativa alle sigarette“.


Gli studi hanno analizzato la presenza di 51 agenti tossici. Solo otto sono stati riscontrati a livelli quantificabili ma tutti con una riduzione superiore al 99% rispetto al fumo di sigaretta convenzionale, tra questi : formaldeide, acetaldeide, acroleina,  manganese, selenio, NNN, NAT e NNK; totalmente assenti le altre sostanze tossiche e cancerogene sprigionate in seguito a combustione di tabacco.

I test degli indicano livelli bassi o assenti di sostanze tossiche testate. La resa totale è stata inferiore a 1 microgrammo per boccata di sostanze tossiche testate, il 99% in meno rispetto ai 381 microgrammi per volume quantificato e pubblicato per il fumo di sigaretta


 I risultati di numerosi recenti studi clinici hanno dimostrato che i fumatori che hanno fatto il passaggio alle sigarette elettroniche hanno una riduzione delle sostanze tossiche nell’organismo  indistinguibile dalla cessazione del fumo o dall’uso di prodotti sostitutivi con nicotina.

Il dottor O’Connell ha concluso:

È importante che i governi e le autorità sanitarie in tutto il mondo condividano queste informazioni con i fumatori che cercano di sostituire le sigarette convenzionali” 

#Dannidelfumo,#SigaretteElettroniche,#tabagismo

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Difendiamo i liquidi aromatizzati

L’iniziativa #notblowingsmoke vuole impedire la messa al bando dei liquidi aromatizzati, provvedimento che potrebbe partire dagli Stati Uniti.

Negli stati uniti è in atto l’ennesima crociata, questa volta contro i liquidi aromatizzati.

Suona molto strano che proprio negli stati uniti, uno dei paesi con il numero più alto di svapatori univoci e di ex fumatori, si stia portando avanti questo ennesimo attacco al monde della #SigarettaElettronica, ma non scordiamo che gli stati uniti sono il paese del lobbismo e del capitalismo spietato, anche di quello letale come il #tabacco.

Il popolo della sigaretta elettronica non sta, però, con le mani in mano e lascia l’hashtag #notblowingsmoke che sta facendo il giro del mondo.

Nell’hastag sono riportati i ritratti di ex fumatori con un cartello su cui compare il numero degli anni passati da fumatori e l’aroma del liquido che ha consentito loro di smettere di fumare.

I risultati sono a incredibili: c’è chi ha smesso di fumare grazie ad un tabacco tradizionale ma ci sono gli aromi più stravaganti: dal latte macchiato alla torta di mele, dalla crema catalana allo sciroppo di tamarindo passando per il cannolo siciliano e la delizia al limone.

Noi Italiani possiamo guardare quanto sta succedendo negli state oppure possiamo partecipare, sarebbe il caso che anche Noi prendessimo parte a queste iniziative coordinate.

A chi fosse interessato a dire la propria si può anche seguire l’hashtag #notblowingsmoke che ha già raggiunto le vette delle classifiche su Twitter.