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CHI non fuma alzi la mano

I numeri di chi abbandona le bionde in europa

I numeri di chi abbandona le bionde in europa

Da quando è diventata un oggetto di larga diffusione, secondo i dati dell’Eurobarometro, sei milioni di cittadini dell’Unione hanno smesso di fumare, mentre oltre nove milioni hanno ridotto il consumo di tabacco.

Aspirare dalla sigaretta elettronica, o come si dice in gergo “svapare”, fornisce non solo la nicotina di cui necessita l’organismo che ha dipendenza, ma anche un’esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta tradizionale.

Le e-cig contengono una quantità variabile di nicotina, in una miscela composta da acqua, glicole propilenico e glicerolo, con l’aggiunta di eventuali aromi.

Anche l’uso della sigaretta elettronica rimane sempre una dipendenza, l’uso dovrebbe sempre essere inserito all’interno di un processo di graduale diminuzione della nicotina, fino ad arrivare al fatidico NICOTINA ZERO, l’anticamera per l’abbandono completo della dipendenza dal fumo.

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I ricercatori italiani smentiscono studio allarmistico sulle Sigarette Elettroniche

Troppi studi sono portati avanti con metodiche non realistiche verso l’uso realistico della sigaretta elettronica.

Lo studio appena pubblicato sulla rivista European Repiratory Journal, confuta una ricerca sulla relazione fra vapore di sigaretta elettronica e aumento dell’aderenza degli pneumococchi all’epitelio delle vie aeree.

Un gruppo di ricercatori inglesi capitanato da Lisa Miyashita aveva riscontrato che l’uso delle ecig esponeva l’utilizzatore alle infezioni da pneumococco.

Il team di ricercatori del professor Riccardo Polosa in collaborazione con il gruppo del noto microbiologo del Dipartimento Biometec dell’Università degli Studi di Catania, il professore Pio Maria Furneri, ha esaminato la metodologia utilizzata e si è reso conto che il risultato riscontrato si verificava solo con un uso abnorme della sigaretta elettronica.

Il Proff. Furnieri spiega:

“L’approfondita analisi dei metodi e dei risultati che hanno portato i ricercatori londinesi alle conclusioni infauste  ha evidenziato che lo studio era stato impostato in maniera da esporre le cellule ad uno stimolo abnormale ed abnorme.
Questo ha esposto le cellule a stimoli eccessivamente stressanti, non paragonabili a quelli cui è sottoposto uno svapatore (neanche uno estremo!)”.

E’ stato inoltre riscontrato che il ceppo di pneumococco scelto per la ricerca è poco adatto a questo tipo di studi perchè ha una scarsa ripetibilità nella capacità di crescita.

Massimo Caruso del team di Polosa, del team Poloso ha detto:

“Dal lavoro è emerso che gli effetti osservati sulle cellule di epitelio nasale erano acuti e transitori, tanto che l’espressione del marcatore di danno nasale, scelto dai ricercatori inglesi, non mostrava differenza significativa tra un gruppo di soggetti sani non fumatori ed un gruppo di soggetti sani svapatori”.

Smentito l’ennesimo studio portato avanti su basi e con metodologie che non rispecchiano il reale e normale uso che si può fare di una sigaretta elettronica.

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Il divieto sulla sigaretta elettronica è un patto con industria del tabacco

Aspro documento contro l’Organizzazione mondiale della Sanità firmato da decine di autorevoli scienziati.

È iniziato a Ginevra il COP8, l’ottava sessione della Conferenza delle Parti alla Convenzione quadro dell’OMS per il controllo del tabacco.

Un gruppo di scienziati tra i più autorevoli al mondo, firma un rapporto internazionale che critica duramente il comportamento dell’OMS.

Niente fuoco, niente fumo: lo stato globale della riduzione del danno da fumo” è appena stato pubblicato da APO, l’osservatorio internazionale di analisi politiche, ed è firmato da tutti gli scienziati più autorevoli al mondo nel campo della ricerca internazionale per la riduzione del danno da fumo, tra cui anche il nostro Riccardo Polosa, il direttore del CoEHAR.

L’OMS è accusata di non rispettare il trattato internazionale che sostiene la diffusione di strumenti alternativi al fumo.

Prodotti come le sigarette elettroniche, i dispositivi a tabacco riscaldato e lo snus svedese hanno avuto un grande successo nel ridurre i tassi dal fumo nel mondo ed è per questo che l’ostilità dell’OMS è inaccettabile.Il professor Gerry Stimson di Knowledge Action Change, che ha commissionato la relazione afferma:

“L’OMS ignora il trattato che obbliga tutti i firmatari ad adottare l’approccio strategico della riduzione del danno da fumo per incoraggiare i fumatori a passare a prodotti più sicuri”

In Norvegia dove all’introduzione dello snus il tasso di fumo tra le giovani donne è crollato dal 30% a solo l’1%.

Negli Stati Uniti, a seguito della crescita dell’uso di sigarette elettroniche, hanno visto una netta diminuzione del fumo tra gli adolescenti.

In Giappone dopo il successo dei prodotti del tabacco riscaldato si è registrato un calo delle vendite di sigarette di un quarto negli ultimi 2 anni.

Harry Shapiro, l’autore principale del rapporto, afferma

“E’ stato sorprendente esaminare i dati e confermare che l’utilizzo delle e-cig è sempre legato ad una netta diminuzione dei tassi di fumo di sigaretta convenzionale. Qualunque sia la motivazione secondo la quale molti Paesi scelgono di mettere a bando la vendita di e-cig è bene per loro sapere di aver firmato un patto di amicizia con l’industria del tabacco”

Al COP8 stanno partecipano i rappresentanti di 181 paesi che, secondo la Convenzione quadro dell’OMS sul controllo del tabacco, sono vincolati alla riduzione del danno.

Ecco alcuni dei sottoscrittori del trattato:
David Abrams, USA;
Amy Arthur, USA;
Scott Ballin, USA;
Clive Bates, Zimbabwe;
Atakan Befrits, Sweden;
Jeannie Cameron, UK;
Gregory Conley, USA;
Kim Dabelstein, Denmark;
Miroslaw Dworniczak, Poland;
Konstantinos Farsalinos, Greece;
Ryan Gelbart, Australia;
Judy Gibson, UK;
Joe Gitchell, USA;
Marewa Glover, New Zealand;
Bill Godshall, USA;
Wayne Hall, Australia;
James Hargrave, UK;
Bonnie Herzog, USA;
Zvi Herzig, Israel;
Sarah Jakes, UK;
Martin Jarvis, UK;
Cecilia Kindstrand-Isaksson, Sweden;
Patricia Kovacevic, USA;
Jacques Le Houezec, France;
David Levy, USA;
Karl Lund, Norway;
Angus McKay, Australia;
Colin Mendelsohn, Australia;
Barnaby Page, UK;
Tim Phillips, UK;
Riccardo Polosa, Italy;
Helen Redmond, USA;
Rajesh Sharan, India;
Saul Shiffman, USA;
Karl Snaebjornsson, Iceland;
David Sweanor, Canada;
Nancy Sutthoff, New Zealand;
Roberto Sussman, Mexico;
Bengt Wiberg, Sweden.



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Thank You for smoking

Finta lettera di ringraziamenti di Una multinazionale del tabacco all’OMS

Caro delegato,
…………… è molto grato per tutto il grande lavoro svolto nella lotta al fumo.

Il mese scorso, il nostro portafoglio di prodotti del tabacco ha avuto il suo miglior giorno da un decennio.

Questo grazie ai tuoi amici della FDA che hanno annunciato il loro cauto approccio alle sigarette elettroniche. Il 12 settembre, le nostre azioni BAT sono aumentate del 6%.

Anche Altria è migliorata, con un aumento del 7%.

Il canale televisivo americano CNBC è stato molto chiaro quando ha affermato che: “Gli investitori hanno accolto con favore la repressione normativa. La vendita di sigarette elettroniche ha minacciato le grandi compagnie del tabacco “.

 Eravamo molto preoccupati i nostri proventi dalla vendita di sigarette negli Stati Uniti.

Voglio dire, i dati del CDC mostrano che il fumo giovanile si è dimezzato negli ultimi sei anni. Tuttavia, ora sappiamo che tutti voi, nel settore del controllo del tabacco, siete veramente impegnati a vietare la concorrenza dal fumo.

 Non avremmo dovuto dubitare. Dopotutto, è il vostro successo nel far sì che così tanti paesi vietino le sigarette elettroniche e l’UE vieta lo snus che ha fatto salire il prezzo del tabacco.

Da quando è stata ratificata la FCTC, i divieti sui prodotti sostitutivi hanno contribuito ad aumentare la quota di BAT del 500%. Spero siate orgogliosi!

 Sia chiaro: i divieti funzionano brillantemente.

I tassi di fumo in Australia vengono mantenuti a causa del divieto statale sulle sigarette elettroniche. E l’unico modo per mantenere il 41% dei fumatori in Thailandia è grazie alle eccellenti leggi anti-vaping che hai incoraggiato. Pertanto, ringraziamo in particolare tutti i delegati tailandesi dell’FCTC.

 Tu stia facendo molto bene anche in Medio Oriente. I dati della Banca Mondiale mostrano che tra il 2000 e il 2015, il fumo in Giordania è salito dal 25% al ​​40%, in Libano dal 30% al 38% in Egitto dal 18 % al 25%. Cosa hanno in comune? Divieto di svapo!

 Ora, alcune richieste: siamo tutti molto preoccupati per le vendite in Scandinavia, dove lo snus rende le cose molto difficili per noi.

Voglio dire, oggi, solo il 5% di loro fumano in Svezia, ed è anche peggio in Norvegia. Nel 2001, il 30% delle giovani donne fumavano. Ora è solo l’1%. Questo è un disastro totale per la redditività.

 Potrebbe anche essere il momento di creare un panico morale sullo svapo nel Regno Unito. Non è divertente quando Public Health England si aspetta che il proprio paese sia “senza fumo” entro il 2030.


Infine, naturalmente, nessuno di voi lavora per le grandi compagnie del tabacco. Ma siamo onesti: stai facendo di più per il nostro settore di qualsiasi altro dipendente!


Hank Johnson Junior
Vicepresidente senior
Kapital Dividends LLC


Dichiarazione di non responsabilità: questo commento non è una raccomandazione per negoziare un particolare titolo, ma ha lo scopo di illustrare l’approccio di investimento di Kapital Dividend. Queste opinioni sono aggiornate alla data di questo commento, ma sono soggette a modifiche. Le informazioni qui contenute derivano da fonti ritenute attendibili, ma l’accuratezza delle informazioni non può essere garantita.
Le performance passate non garantiscono risultati futuri”.

Falsa lettera di ringraziamenti scritta da un ipotetico Dealer del tabacco verso i membri dell’OMS.

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NOTIZIE DELLA SETTIMANA

Svizzera
l’Accordo tra operatori vieta la vendita di sigarette elettroniche e liquidi ai minori di 18 anni. Accordo raggiunto attorno al tavolo dall’ente federale per la sicurezza alimentare (OSAV).

Spagna
Svapo passivo: inalazione di nicotina a livelli insignificanti
Chi si trova nei pressi di uno svapatore inala una quantità di nicotina 100volte minore rispetto a chi si trova nelle vicinanze di un fumatore di sigarette.
Angel Gonzales Urena, direttore del dipartimento Laser e raggi molecolari dell’Istituto multidisciplinare dell’Università Complutense di Madrid afferma:

“Si tratta di un livello insignificante, che permette di scartare l’esistenza del vapore passivo“.

Germania
Alla fiera del tabacco di Dortmund, l’ecig si conquista 2 padiglioni completamente dedicati.
Sempre più spazio per la @SigarettaElettronica

Romania
Progetto di legge per vietare l’uso delle sigarette elettroniche neglispazi pubblici.
Il divieto riguarderà anche i prodotti del tabacco.

Canada
Aumentano in Canada i campus universitari completamente smoking free.

Usa
Il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel intende promuovere una tassa su tutti i prodotti di vaping che contengono nicotina.
Il sindaco è un noto alfiere della lotta al tabagismo, intende salvaguardare i giovanissimi da tabacco e liquidi.
Il sindaco non conosce i recenti studi sulla negazione dell’effetto gateway per le sigarette elettroniche.

Francia
23mila partecipanti al congresso dell’European Respiratory Society (ERS), l’evento più importante sulla pneumologia a livello mondiale, che si è tenuto in Francia.

Canada
Il consigliere comunale di Snowdon inoltra al comune di Montreal la richiesta di aumentare le tasse sui prodotti del tabacco.

Francia
Un parlamentare dell’assemblea francese ha chiesto al governo di agire per impedire la pratica delle pubblicità occulte delle sigarette sui social media.
Le industrie del tabacco non si pongono nello sfruttare i social media (Istagram in particolare), per agganciare le fasce più giovani della popolazione e farne dei fumatori.

Svizzera
500 franchi da utilizzare come premio messo in palio per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole primarie e delle classi del ciclo di orientamento del Canton Vallese che abbandoneranno le sigarette e prodotti di tabacco.


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Consumatori all’Oms: “Vietare l’ecig non è etico né scientifico”

La rete dei consumatori fa tre proposte per difendere le sigarette elettroniche.

“Crediamo che il mandato della Framework Convention on Tobacco Control Treaty (FCTC) non si estenda ai Sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (Ends), perché non sono prodotti del tabacco”.

Nella sua lettera aperta INNCO mette nega la liceità della Convenzione quadro sul controllo del tabacco ad occuparsi di prodotti come la sigaretta elettronica, privi di tabacco.

Il mondo della #SigarettaElettronica è preoccupato per le indiscrezioni secondo cui l’Oms sarebbe propensa a suggerire il divieto o l’iper-regolamentazione dei prodotti di riduzione del rischio da fumo.

Questo ha portato l’International Network of Nicotine Consumer Organisations, una rete che di 30 associazioni di consumatori e che annovera Riccardo Polosa fra i consulenti scientifici, a scrivere una lettera pubblica.

Dopo aver ribadito che scienziati indipendenti hanno dimostrato che le sigarette elettroniche riducono del 95% il rischio da fumo perchè è la combustione a causare gran parte del danno, INNCO afferma:

“vietare questi prodotti non è etico né scientifico, ma rappresenta un danno per la salute pubblica e una protezione irrazionale del mercato delle sigarette tradizionali”.

La presidente Nancy Sutthoff, che firma la lettera, afferma

 “l’eccessiva regolamentazione o tassazione degli Ends è controproducente e incauto, perché la riduzione del danno è un diritto umano”.

L’organizzazione presenta 3 richieste:

  • Riconoscere che l’uso degli Ends è parte di una efficace strategia della riduzione del danno come definita dall’articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control Treaty.
  • Ribaltare la decisione del Cop7 di Nuova Delhi, che invitava i singoli Paesi a considerare misure normative, comprese quelle di limitare o vietare la produzione, l’importazione e l’uso dei prodotti del vaping.
  • Regolamentare gli Ends in maniera distinta dai prodotti del tabacco a combustione e cioè come semplici prodotti di consumo, soggetti solo alla tassa sui beni di consumo di ciascun Paese e non alle accise sul tabacco.


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Una domanda al ministro : “Cosa pensi della sigaretta elettronica?”

L’Italia e il piano strategico del Cop8 di Ginevra, dove sarà elaborata la normativa dei prossimi cinque anni sul tabacco e sulle #SigaretteElettroniche.

L’Italia ha sempre guardato al mondo della #SigarettaElettronica solo per gl’introiti e non dal punto di vista della Salute Pubblica.

In Europa il dibattito è incetrato sulla salute e sui livelli di riduzione del danno che gli strumenti di nuova generazione possono garantire rispetto al tabacco tradizionale.

7 nterrogazioni parlamentari sono state presentate nella scorsa legislatura senza avere risposta , a riprova del disinteresse dello scorso esecutivo verso il settore delle alternative al fumo.

L’attuale governo giallo-verde si è detto particolarmente sensibile all’argomento, per ora si sono solo congelate le accise sui liquidi pregresse fino a dicembre, ma di una liberalizzazione e di una normativa non si è ancora parlato.

Il 1 ottobre, Ginevra ospita l’ottava edizione della Conferenza delle parti della Convenzione quadro sul controllo del tabacco, nell’ambito del primo trattato internazionale sulla salute pubblica adottato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Le indiscrezioni dicono che l’Italia voterà sotto l’influenza dagli indirizzi dettati dall’Oms, che vede anche nella sigaretta elettronica un ipotetico pericolo per la salute pubblica.

Questa tesi è ormai contrastata dalla realtà scientifica e da molti altri Paesi europei, dove la riduzione del danno è accompagnata dallo sviluppo e il sostegno dei vaporizzatori personali.

L’onorevole Rossana Boldi (Lega) ha dichiarato:

“I prodotti di nuova generazione e le sigarette elettroniche rappresentano un importante settore su cui anche la nuova maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle si è più volte espressa prevedendo anche nel contratto di Governo una misura dedicata volta a correggere alcune criticità legate alla tassazione”

E successivamente ha chiesto quale posizione il Governo intenda adottare nell’ambito della prossima Conferenza delle parti COP8.

Rimaniamo in attesa di una risposta di un Ministro della salute e non di un rappresentante dell’economia.

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Riccardo Polosa ha parlato all’Onu

Lo scienziato italiano presenterà a New York le evidenze scientifiche ed i risultati raggiunti in molti Paesi in questi grazie all’utilizzo delle #SigaretteElettroniche.

Dopo gli interventi tenuti presso il parlamento britannico e l’incontro con il governo giapponese, il professor Riccardo Polosa, il 27 Settembre, a New York ha partecipato alla terza assemblea generale delle Nazione Unite istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle malattie non trasmissibili.

Il direttore del CoEHAR (il Centro di ricerca internazionale per la riduzione del danno da fumo dell’Università degli studi di Catania), in veste di autorevole membro della comunità scientifica internazionale ha parlato di politiche di salute pubblica e di soluzioni per ridurre l’impatto del fumo nel mondo.

Polosa ha partecipato al Multi-stakeholder Panels 1,  durante la quale si sono affrontati due temi il rafforzamento dei sistemi per prevenire e tenere sotto controllo le malattie non trasmissibili e la promozione di stili di vita più sani; che queste malattie (rappresentate dal cancro, dalle malattie cardiovascolari, dal diabete e dai disturbi respiratori cronici) sono oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano e hanno come fattore di rischio primario proprio il fumo.

Ad ottobre del 2017, la Commissione delle Nazioni Unite ha pubblicato  “Time to deliver: report of the WHO Independent High-Level Commission on Noncommunicable Diseases” dove sono state elencate le raccomandazioni per contrastare la comparsa delle malattie non trasmissibili causate principalmente dal tabagismo, dall’abuso di alcol, dall’alimentazione non corretta e dai bassi livelli di attività fisica.Prima della della partenza Polosa aveva detto:

L’attenzione mediatica verso questo evento di portata globale deve fare da eco alla grande rivoluzione che il mondo sta vivendo, presenterò a New York le evidenze scientifiche ed i risultati raggiunti in molti Paesi in questi anni grazie all’utilizzo di strumenti che riducono il rischio del fumo. Stiamo combattendo questa piaga cercando di cambiare definitivamente lo stile di vita di intere nazioni. Ma è necessario che le Istituzioni ci supportino in questo cambiamento che può rappresentare una grande opportunità

Polosa ha partecipato anche come consulente scientifico di Innco, la coalizione globale di associazioni di utilizzatori di sigaretta elettronica che aveva presentato, pochi giorni prima, all’Organizzazione Mondiale della Sanità una lettera aperta con la quale presentava le seguenti richieste:


  • riconoscere l’uso di sigarette elettroniche come parte efficace della strategia di riduzione del danno;
  • invertire la decisione presa alla COP7 per invitare i paesi a prendere in considerazione misure normative più restrittive sull’uso delle elettroniche;
  • confermare che le sigarette elettroniche devono essere regolamentate come prodotti diversi dai tradizionali prodotti del tabacco.

Le decisioni che verranno prese a New York saranno il punto di partenza di un nuovo modo di pensare la prevenzione globale, un momento fondamentale per le scelte future di politica antifumo.

Dal 1 al 6 ottobre a Ginevra si terrà l’ottava sessione della Conferenza delle Parti (COP 8) alla Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco.

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Minori e sigaretta elettronica

L’agenda delle organizzazioni multilaterali di sanità e il dibattito sul rapporto tra il fumo ei minori.

Richiamando la teoria del gateway effect, si reputa che le sigarette elettroniche introducano i ragazzi al fumo, attraendoli con i gusti dolci dei liquidi di ricarica.

La tesi introdotta nel dibattito dalla Fda statunitense, che sta addirittura valutando di mettere al bando tali aromatizzazioni.

In Europa vige la Direttiva europea sui tabacchi e prodotti liquidi da inalazione, recepita dall’Italia a gennaio del 2016 che prescrive regole ferree per i produttori a garanzia e tutela dei consumatori.Ogni nuovo liquido deve essere notificato al ministero della Salute sei mesi prima di essere immesso in commercio.

Secondo le organizzazioni sanitarie, questo non basta ad allontanare i giovani dalla sigaretta elettronica.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, il 10% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni è fumatore abituale, nonostante il divieto di vendita dei tabacchi ai minori, qualcuno vende loro il pacchetto di sigarette.
 
Da questo si comprende che per combattere questa tendenza non servono i divieti quanto la consapevolezza che non è possibile obbligare i cittadini per legge a smettere di colpo di fumare, bisognerebbe incentivare e favorire la diffusione della sigaretta elettronica.

Da una politica pro #SigarettaElettronica lo Stato potrebbe avere 3 benefici:
 

  • abbattere la spesa sanitaria da malattie da fumo;
  • incassare attraverso i versamenti dell’Iva la somma mancante dalle previsioni erariali;
  • ridare vitalità un settore economico dal potenziale giro d’affari vicino al miliardo di euro.

La Legge di bilancio è l’ultima possibilità per riformare il comparto, se non succederà nulla l’indistria del tabacco avrà vinto.

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Notizie della Settimana

Germania – Regole anti-fumo anche per gli shisha-bar di Berlino
Il Senato di Berlino vuole inasprire ed estendere a pipe ad acqua e sigarette elettroniche i divieti di fumo: interdizione in zone pubbliche, nei parchi giochi, in presenza di bambini bambini, negli ospedali e sui taxi. L’intento è di prendere di mira i tanti shisha-bar, aumentati in maniera caotica negli ultimi anni in virtù della massiccia immigrazione . Le Associazioni di vapers e stampa di settore sono molto critiche con la proposta e lamentano che l’equiparazione fra vaping e fumo sia in controtendenza verso gli ultimi e autorevoli studi sanitari vanificando le potenzialità dell’ecig come strumento per smettere di fumare. 


Usa – Effetto vaping, il numero dei giovani fumatori è sceso al 10%
Nella prima generazione di vapers, coloro che hanno assistito alla nascita della #SigarettElettronica, i giovani tra i 18 e i 24 anni, il tasso di fumatori è crollato al 10%: quattro volte più basso rispetto alla Svizzera. Gli esperti ritengono che il vaping stia creando un effetto preventivo; i giovani sperimentano la sigaretta elettronica piuttosto che quella tradizionale. L’indagine smentisce anche il cosiddetto effetto gateway: nessun indicatore segnala che dall’ecig i giovani passino al tabacco.


Gran Bretagna – La Commissione inglese promuove la sigaretta elettroncia: il fumo uccide
Continuano ad oltranza le politiche di promozione della sigaretta elettronica e diventa sempre più prioritaria. Il presidente della commissione scienza e tecnologia del parlamento inglese, Norman Lamb, ribadisce che, alla luce delle ultime realtà medico-scientifiche, il vaping è meno dannoso del fumo del 95% (dato diffuso da Public Health England e condiviso da molte istituzioni sanitarie). 


Sud Africa –Nuova legge sul tabacco, peggiore la comunicazione
Il nuovo progetto di legge del governo sul controllo dei prodotti del tabacco non permetterà di offrire  una precisa differenziazione dei rischi legati al tabacco e alla nicotina. 


Usa – Linea dura contro l’ecig
Il commissario dell’agenzia americana FDA Scott Gottlieb, definisce epidemica la diffusione della sigaretta elettronica tra i giovani e la Fda suggerisce misure molto dure che potrebbero stravolgere il mercato statunitense. 

Canada – Autorizzata la pubblicità comparativa.
Il Canada sarà il primo paese al mondo a permettere all’industria del vaping di pubblicizzare i propri prodotti paragonandoli in maniera esplicita con quelli del tabacco con messaggi semplici ed efficaci. Il primo messaggio che i produttori lanceranno ai tanti fumatori sarà, chiaramente, il minore danno della sigaretta elettronca contro il tabacco. 

Francia – Il calo delle vendite del tabacco si attesta al -10%
Continua la severa politica anti-fumo del presidente Emmanuel Macron. A seguito del rapido aumento del costo dei pacchetti di sigarette, in un anno il calo delle vendite è stato quasi del 10%. Le vendite del tabacco sfuso e di quello da pipa sono diminuite del 5%.

Belgio – Pacchetti neutri e pubblicità shock per sigarette e tabacco da pipa
Nell’ottica di abbassare la percentuale di fumatori sotto il 17% , conla nuova legge che presto entrerà in vigore, pacchetti di sigarette e di tabacco sfuso dovranno essere neutrie contenere le immagini shock degli effetti del fumo sulla salute e i testi di avvertimento sui danni del tabagismo. In Europa i pacchetti neutri sono al momento obbligatori in Francia, Gran Bretagna, Norvegia e Irlanda.

Svizzera – Il divieto ai minori vale solo per l’ecig, non per il tabacco
Contrasti nella definizione dei regolamenti dopo la sentenza che ha liberalizzato la vendita di liquidi con la nicotina. La rottura si è verificata nella tavola rotonda tra governo, produttori e distributori di sigarette elettroniche e multinazionali del tabacco sulla possibilità di vendere ai minori i prodotti del vaping. La delegazione delle sigarette elettroniche ha firmato il codice che introduce il divieto di vendita dei prodotti contenenti nicotina ai minorenni e dei prodotti senza nicotina ai minori di 16 anni. Ma i produttori di sigarette rifiutano di adottare una misura simile. I termini del confronto nell’approfondimento di Sigmagazine.