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Alla fine l’Oms cede: la sigaretta elettronica non è un prodotto del tabacco

Gli Ends non sono più inseriti nell’agenda dell’Oms come prodotti del tabacco, dove rimangono i riscaldatori di tabacco, lo snus e la pipa ad acqua.

La sigaretta elettronica avrebbe potuto essere inserita nella lista dei nuovi prodotti del tabacco e, quindi, sottostare alle restrizioni dalle leggi nazionali e alle normative sovranazionali.

Tutte le decisioni sono state rimandate al 2020, in occasione del Cop9 olandese.

Come bensappiamo la Convenzione Quadro sul Tabacco (COP) detta le linee guida dal punto di vista della tutela della salute pubblica a 181 Paesi.

Il lavoro di diplomatico a favore della sigaretta elettronica è stato premiato.

Il pericolo era che gli Ends ( gli strumenti elettronici di somministrazione della nicotina) potessero essere equiparati al tabacco.

I delegati del Cop hanno preferito attendere ancora due anni per prendere una decisione che poi difficilmente potrà essere modificata.

I riscaldatori sono stati considerati prodotti del tabacco – anche se in un capitolo diverso dal tabacco tradizionale – e per questo saranno sottoposti a una serie di verifiche e ulteriori analisi.

La nona conferenze delle parti si terrà in Olanda ad ottobre del 2020.

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Le avvertenze obbligatorie sono controproducenti

Ennesimo studio Inglese sulla Sigaretta elettronica smentisce l’efficacia delle comunicazioni del danno del fumo sulle confezioni delle E-Cig.

Le “avvertenze sanitarie” che la Direttiva europea sui prodotti del tabacco impone su molti prodotti del vaping, hanno l’effetto di scoraggiare i fumatori dal passare alla #SigarettaElettronica.

Lo conferma uno studio coordinato da Sharon Cox del Centre for Addictive Behaviours Research della London South Bank University.

Frasi come

Questo prodotto contiene nicotina, una sostanza che crea elevata dipendenza

che in molti Paesi compaiono non sui flaconi di liquido, sugli atomizzatori vuoti e persino sulle box, che non potranno mai contenere nicotina, pensate per allontanare il fumatore dai prodotti a base di tabacco, hanno l’effetto di allontanare chi vuole smettere di fumare proprio dai mezzi di riduzione del danno come le sigarette elettroniche.

E’ normale che sia proprio Regno Unito, che ha scelto di puntare sull’ecig per sconfiggere il fumo e che ha un piede fuori dall’Unione europea, si ponga delle domande sull’efficacia di quanto previsto dalla Tpd.

Lo studio di di Cox e dei suoi collaboratori è stato trasversale e condotto online; al termine è stato detto:

“Visto il potenziale di rischio ridotto delle sigarette elettroniche rispetto a quelle di tabacco  è necessario valutare come i messaggi influenzino la scelta del prodotto e le strategie di cessazione nei diversi contesti normativi”

Sarebbe meglio sostituire le avvertenze sulla pericolosità della nicotina con messaggi positivi che mettano in evidenza la riduzione del rischio dei prodotti del vaping.

Questo, sicuramente, incoraggerebbe i fumatori ad abbandonare le bionde.

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Consumatori sigarette elettroniche: “Un plauso agli sconti commerciali”

Ecco il comunicato stampa dell’associazione dei consumatori Anpvu sugli sconti commerciali avviati da alcune aziende e distributori di prodotti del vaping

A seguito dell’approvazione definitiva da parte del Senato del progetto di conversione in legge del DL “Milleproroghe” del 25 Luglio 2018 n. 91, in cui all’art 8 comma 4 si prevede la sospensione del pagamento dell’imposta prevista ai sensi dei commi 1 e 1bis dell’articolo 62-quater del decreto legislativo 26 Ottobre 1995 n. 504, diversi produttori hanno deciso di venire incontro alle esigenze dei consumatori, speranzosi in una rimodulazione adeguata della tassazione vigente, applicando sconti sui loro prodotti, cercando di rilanciare in un futuro il mercato dei liquidi pronti nei formati da 10ml.

Questa politica commerciale non può che ottenere il nostro plauso e, soprattutto di coloro che, volendo passare ad uno strumento di riduzione del danno, si trovano a dover spendere cifre incomprensibilmente alte per acquistare prodotti che, se venduti scomposti, hanno un costo irrisorio. Ciò scoraggia coloro che hanno meno forza di volontà e ricadono nel fumo


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Polosa: “Parametri rigorosi e condivisi per le ricerche scientifiche”

Il professore afferma che la ricerca sulla #SigarettaElettronica ha bisogno di standard internazionali.

IL professore Catanese Riccardo Polosa parla al Global Tobacco and Nicotine Forum 2018 (GTFN), in corso a Londra, e rimarca nuovamente la necessità di standard condivisi per gli studi scientifici sulla sigaretta elettronica.

Durante l’evento dedicato alla riduzione del danno da fumo, il neo direttore del Cohear ha definito questo periodo che stiamo vivendo come :

un periodo di cambiamento epocale e da un cambiamento come questo può nascere una grande opportunità”.

Seguire questo cambiamento però significa anche monitorare i percorsi della scienza, criticarli e comunicarli nel modo più corretto possibile”.

Il professore ribadisce che si sta assistendo alla proliferazione di ricerche non basate su standard scientifici condivisi.

Come sanno bene gli addetti ai lavori, è il metodo di ricerca che spesso determina il risultato di uno studio scientifico; nel caso delle sigarette elettroniche,per esempio, se si usano temperature troppo alte, che non mimano il normale utilizzo dell’utente, si ottengono risultati estremi; come accadrebbe ad un qualsiasi cibo che cotto a puntino è buono, ma bruciato è immangiabile e cancerogeno.

Il professore ribadisce:

Sono urgenti standard internazionali per un rilancio del rigore nel campo della ricerca applicata alle nuove tecnologie per la riduzione del rischio”

esperti internazionali possano lavorare insieme per stabilire e sottoscrivere delle linee guida che possano garantire i più alti standard di qualità degli studi

Il consumatore ha diritto di usufruire di ricerche serie e non contradditorie per indirizzare la sua scelta, specialmente in questo caso in cui in ballo c’è la propria salute.

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3,2 milioni di britannici hanno scelto la sigaretta elettronica

Un sondaggio commissionato da Ash dimostra che gli svapatori Inglesi sono quadruplicati dal 2012 ad oggi. Tutto grazie ad una politica sanitaria decisa e coerente

Sono 3,2 milioni gli svapatori nel Regno Unito, ce lo dice il sondaggio condotto da YouGov per conto della charity Action on smoking and health (Ash) e coadiuvato da un’analisi del King’s College di Londra.

I nuovi numeri  dimostrano che i fumatori stanno ricevendo il messaggio giusto sulle sigarette elettroniche

Il messaggio è ormai sempre lo stesso: la #sigarettaElettronica riduce il danno da fumo del 95 % ed è la migliore opzione per smettere di fumare.

Il sondaggio riporta anche che la metà dei vaper britannici ha smesso completamente di fumare, mentre il 40% sta smettendo

Il numero ha continuato a crescere costantemente dopo il 2015, quando le #fakeNews avevano diffuso un senso d’incertezza sui reali benefici delle sigarette elettroniche, quel trend si è invertito quando il governo ha cominciato ad applicare una seria e costante politica di appoggio al vaping.

I fumatori rimangono comunque 7,4 milioni e solo il 27% di loro ritiene che il vaping sia meno dannoso del fumo. 


Il persistere fra alcuni fumatori dell’erronea convinzione che lo svapo sia dannoso come il fumo è preoccupante”, commenta la dottoressa Leonie Brose del King’s College di Londra. “È fondamentale che Public Health England e altre istituzioni sanitarie continuino a fare campagne per confutare la disinformazione”.  

…GO ENGLAND…GO !!

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L’UK avverte: “Usate la sigaretta elettronica, il fumo uccide”

In Inghilterra le bionde uccidono 79 mila persone all’anno e si confermano come prima causa di malattie evitabili e morti premature. Questi dati possono essere mitigati utilizzando la #sigarettaelettronica.

..Qualcuno ci chiede di adottare un approccio più cauto, perché ancora non sappiamo tutto sui rischi a lungo termine dell’uso delle sigarette elettroniche. Ma ogni giudizio sul rischio deve tenere conto del pericolo di non adottare la sigaretta elettronica, cioè continuare a fumare tabacco, una cosa che sappiamo che uccide. Adottare un approccio più cauto richiede un prezzo da pagare in termini di vite umane”. 

 Con queste parole Norman Lamb ha illustrato al Parlamento inglese i risultati dell’indagine sul vaping condotta dalla Commissione scienza e tecnologia, da lui presieduta.

Si tratta di conclusioni basate sulle evidenze scientifiche”, è stato ribadito dal parlamentare, “Abbiamo condotto quest’indagine perché il fumo uccide”.

I dati del Government Tobacco Control Plan riportano che nel 2016 sono stati 2 milioni i fumatori che hanno smesso grazie all’ecig.

E’ scientificamente provato che la Sigaretta Elettronico è del 95% meno dannosa del fumo (un dato diffusa da Public Health England e condiviso da molte istituzioni sanitarie), che i livelli delle sostanze cancerogene nel vapore sono sostanzialmente minori e che i marcatori tumorali rilevano una drammatica diminuzione delle sostanze tossiche nella saliva e nelle urine dei fumatori che passano all’elettronica (dati della Mhra, l’agenzia regolatrice dei farmaci inglese).

Il dovere di chi fa politica è capire quello che le evidenze scientifiche dicono sulle sigarette elettroniche e su quelle convenzionali e fare norme basate su quelle evidenze, consultandosi con gli esperti”.

Chiediamo che si passi  a un quadro normativo proporzionato al rischio, nel quale le norme, le regole sulla pubblicità e le tasse riflettano il danno relativo delle varie sigarette elettroniche e dei prodotti del tabacco esistenti”.


In pratica non si possono trattare allo stesso modo le ecig e il tabacco.

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In Australia inizia il mese della Sigaretta Elettronica

Un mese tutto dedicato al mondo del vaping, per convincere i fumatori ma soprattutto il Governo.

Dopo le diverse iniziative in giro per l’Europa, anche l’Australia decide di varare il suo mese di campagna per la riduzione del danno, quello di settembre, chiamato per l’occasione Vapetember.

Ogni anno fino al 202 in Australia nel mese di Settembre il prezzo del tabacco e derivati subirà un aumento costante del 12,5, ottima occasione per far conoscere uno strumento che diminuisce ,quasi azzerandolo, il danno alla salute e in parte anche sul portafogli?
Ancora oggi in Australia i liquidi da inalazione contenenti nicotina sono vietati.

Non bisogna convincere solo i fumatori, ma un intero governo, sebbene non manchino nelle istituzioni le voci a favore della #SigarettaElettronica.
L’iniziativa è promossa partecipano la sezione australiana di New Nicotine Alliance, organizzazione per la riduzione del danno da tabacco, che ha divulgato, per l’occasione, un vademecum per passare alla sigaretta elettronica, e l’Australian Tobacco Harm Reduction Association, il cui rappresentante di spicco, il medico Colin Mendelsohn, che è stato protagonista di tutte le battaglie a favore della sigaretta elettronica nel paese.

La campagna si svolge principalmente sui social media e sono benvenute le testimonianze dirette di chi è riuscito a dire addio al fumo grazie all’elettronica.

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Gli Under30 Americani abbandonano il Tabacco

Gli Americani sotto i 30 anni usano più la #SigarettaElettronica che il #Tabacco.

Tra 5 anni i risultati di questo cambio di abitudini sarà evidente in termini di salute pubblica.

Questi sono i risultati della ricerca effettuata dalla società di analisi Gallup, tra le più autorevoli e influenti del mondo.

I risultati si basano su un sondaggio Gallup condotto dall’1 all’11 luglio, il primo in cui agli americani è stato chiesto un parere riguardo alle abitudini di svapo rispetto a quelle legate al fumo di tabacco. e il risultato è che secondo gli under 30 Americani fumare le sigarette “è da sfigati”.

Un altro dato emerso è che i fumatori sono consapevoli che lo svapo è molto meno dannoso per la salute e che enga adottato come sostituto del fumo per motivi di salute.


Questi dati – commentano gli analisti di Gallup – mostrano l’utilizzo della sigaretta elettronica è diventato particolarmente diffuso tra i giovani under 30 che hanno letteralmente abbandonato il fumo tradizionale.

Se l’andamento attuale non cambierà , tra una decina di anni la spesa sanitaria americana potrebbe essere dimezzata con il conseguente miglioramento in termini di salute di almeno il 95 per cento sui danni complessivi da tabacco.

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17 Slides per spiegare i danni della Sigaretta Elettronica..

La lega Italiana Antifumo pubblica 17 Slide sugli effetti della #SigarettaElettronica…

I contenuti sono oggettivi e sintetizzano i risultati delle ricerche e delle evidenze scientifiche ad oggi conosciute.

Il lavoro è stato coadiuvato dal Professore Riccardo Polosadirettore del centro di ricerca italiano per la riduzione del danno da fumo (Coehar)

Il messaggio finale è :

Promuovere un ulteriore accesso alle ecigs può ridurre i rischi di patologie e ridurre i danni“.

Per consultare in maniera le 17 diapositive è sufficiente collegarsi al sito della Lega italiana antifumo.

 

 

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SVAPA RAGAZZO RIBELLE…

Se fosse vero che le sigarette elettroniche costituiscono una facile porta di accesso dei giovani al fumo, non sarei dalla parte della legalizzazione……

Ma la verità è che l’uso tra i giovani è per lo più sperimentale.

La ricerca dice che gli adolescenti che hanno provato le #SigaretteElettroniche hanno anche provato a #fumare. La tesi sostenuta è dunque che, visto che i giovani hanno provato la sigaretta elettronica e poi anche la sigaretta tradizionale allora la prima spinge verso la seconda

Il professore Attila Danko ripete per l’ennesima volta ai governi sordi di fronte al business del #Tabagismo che :

…non vi è alcuna correlazione tra le due cose. E’ solo un dato di fatto che prescinde dallo strumento.

Il Royal College of Physicians, che è uno dei più autorevoli organismi medici del mondo, ha fatto uno degli studi più approfonditi in materia, esaminando tutte le ricerche sino ad oggi pubblicate.

E’ stato concluso che lo svapo rappresenta quasi certamente meno del 5% del rischio di fumare. 

Perché si permette – conclude Danko – che il prodotto più dannoso sia venduto liberamente ovunque mentre viene vietato il prodotto più sicuro?“.

Chissà se qualcuna delle istituzioni risponderà a questa domanda che si basa su realtà scientifiche?

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