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Rizzotti (FI): “La sigaretta elettronica è una opportunità per la salute”

La senatrice di Forza Italia spera che nella prossima legge di bilancio si trovi una soluzione che tuteli la salute pubblica e le imprese

La senatrice di Forza Italia Maria Rizzotti afferma:

“Sappiamo che gli interventi normativi attuati in questi anni sono stati dettati esclusivamente da ragioni di cassa, circostanze che, sia pur comprensibili nell’attuale congiuntura economica, hanno trascurato un fattore importante, ossia la necessità di un approccio anche in termini di tutela della salute pubblica per una corretta regolamentazione del settore”.

La Rizzotti è un medico chirurgo, parlamentare da tre legislature e membro della Commissione igiene e salute del Senato e la Sua attenzione per le sigarette elettroniche non è nuova.

“Nonostante la comunità scientifica concordi sul ritenere la combustione la principale causa delle patologie legate al fumo si sta adottando a livello europeo una posizione piuttosto restrittiva per i prodotti di nuova generazione, in quanto vengono interpretati più come una minaccia che come un’opportunità.

Questo atteggiamento non considera i progressi tecnologici e rischia di raggiungere risultati contrari a quelli che l’Oms si prefigge e cioè contrastare il consumo di sigarette tradizionali per diminuire le malattie e decessi legati al fumo”.

La senatrice continua parlando della situazione nel nostro paese:

“Abbiamo assistito – spiega – ad un vero boom con l’apertura di oltre novemila negozi tra il 2011 e il 2012 che poi nel tempo si è affievolito con la chiusura di oltre l’80 per cento di questi già nel 2014. Questo oltre a testimoniare come i consumatori chiedano alternative alle sigarette tradizionali e siano aperti a nuove possibilità, ha delineato però la volontà del consumatore a pretendere rigorosi standard di qualità e sicurezza del prodotto e devo dire che grazie anche all’infallibile lavoro condotto dai Carabinieri del Nas e alle Associazioni dei consumatori, le aziende che hanno introdotto nel mercato un buon prodotto, alla fine sono quelle che resistono nonostante il legislatore abbia in qualche modo influenzato il mercato attraverso interventi legislativi non sempre mirati a sostenere la vendita del prodotto stesso”.

La questione della sigaretta elettroncia è stata trattata da un punto di vista unicamente fiscale e continua:

“È aumentato il consumo di sigarette tradizionali (incluse quelle provenienti dal mercato illegale) e si sono ridotti in maniera significativa i posti di lavoro nell’indotto…….Mi auguro che già nella prossima legge di Bilancio possa essere trovata una soluzione equa che vada nella direzione auspicata da imprese e cittadini. Il mio gruppo e il mio partito sarà attento a tutte le istanze e vigilerà affinché l’Italia possa avere finalmente un quadro regolamentare certo, chiaro e appropriato al settore delle e-cigarette a vantaggio sia dei consumatori finali, i quali sarebbero più garantiti sotto il profilo della tutela della salute oltre che nella libertà di scegliere il prodotto che desiderano, sia dei molti operatori che in questi anni hanno avviato iniziative produttive e commerciale investendo in queste attività risorse finanziarie e umane”.


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Thank You for smoking

Finta lettera di ringraziamenti di Una multinazionale del tabacco all’OMS

Caro delegato,
…………… è molto grato per tutto il grande lavoro svolto nella lotta al fumo.

Il mese scorso, il nostro portafoglio di prodotti del tabacco ha avuto il suo miglior giorno da un decennio.

Questo grazie ai tuoi amici della FDA che hanno annunciato il loro cauto approccio alle sigarette elettroniche. Il 12 settembre, le nostre azioni BAT sono aumentate del 6%.

Anche Altria è migliorata, con un aumento del 7%.

Il canale televisivo americano CNBC è stato molto chiaro quando ha affermato che: “Gli investitori hanno accolto con favore la repressione normativa. La vendita di sigarette elettroniche ha minacciato le grandi compagnie del tabacco “.

 Eravamo molto preoccupati i nostri proventi dalla vendita di sigarette negli Stati Uniti.

Voglio dire, i dati del CDC mostrano che il fumo giovanile si è dimezzato negli ultimi sei anni. Tuttavia, ora sappiamo che tutti voi, nel settore del controllo del tabacco, siete veramente impegnati a vietare la concorrenza dal fumo.

 Non avremmo dovuto dubitare. Dopotutto, è il vostro successo nel far sì che così tanti paesi vietino le sigarette elettroniche e l’UE vieta lo snus che ha fatto salire il prezzo del tabacco.

Da quando è stata ratificata la FCTC, i divieti sui prodotti sostitutivi hanno contribuito ad aumentare la quota di BAT del 500%. Spero siate orgogliosi!

 Sia chiaro: i divieti funzionano brillantemente.

I tassi di fumo in Australia vengono mantenuti a causa del divieto statale sulle sigarette elettroniche. E l’unico modo per mantenere il 41% dei fumatori in Thailandia è grazie alle eccellenti leggi anti-vaping che hai incoraggiato. Pertanto, ringraziamo in particolare tutti i delegati tailandesi dell’FCTC.

 Tu stia facendo molto bene anche in Medio Oriente. I dati della Banca Mondiale mostrano che tra il 2000 e il 2015, il fumo in Giordania è salito dal 25% al ​​40%, in Libano dal 30% al 38% in Egitto dal 18 % al 25%. Cosa hanno in comune? Divieto di svapo!

 Ora, alcune richieste: siamo tutti molto preoccupati per le vendite in Scandinavia, dove lo snus rende le cose molto difficili per noi.

Voglio dire, oggi, solo il 5% di loro fumano in Svezia, ed è anche peggio in Norvegia. Nel 2001, il 30% delle giovani donne fumavano. Ora è solo l’1%. Questo è un disastro totale per la redditività.

 Potrebbe anche essere il momento di creare un panico morale sullo svapo nel Regno Unito. Non è divertente quando Public Health England si aspetta che il proprio paese sia “senza fumo” entro il 2030.


Infine, naturalmente, nessuno di voi lavora per le grandi compagnie del tabacco. Ma siamo onesti: stai facendo di più per il nostro settore di qualsiasi altro dipendente!


Hank Johnson Junior
Vicepresidente senior
Kapital Dividends LLC


Dichiarazione di non responsabilità: questo commento non è una raccomandazione per negoziare un particolare titolo, ma ha lo scopo di illustrare l’approccio di investimento di Kapital Dividend. Queste opinioni sono aggiornate alla data di questo commento, ma sono soggette a modifiche. Le informazioni qui contenute derivano da fonti ritenute attendibili, ma l’accuratezza delle informazioni non può essere garantita.
Le performance passate non garantiscono risultati futuri”.

Falsa lettera di ringraziamenti scritta da un ipotetico Dealer del tabacco verso i membri dell’OMS.

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Sigaretta Elettronica, il crimine non paga.

Droga nella sigaretta elettronica, arrestato.

Un 20enne di Morino è finito nei guai a causa della droga, detenzione e spaccio di stupefacenti.

Il giovane era stato notato giorni prima dai carabinieri a causa dei suoi movimenti sospetti nei pressi di un bar al centro del paese.

Una volta fermato e sottoposto a perquisizione , il ragazzo è stato trovato in possesso di alcuni grammi di cocaina e di banconote di diverso taglio.

Durante il successivo controllo sul luogo di lavoro,  un’officina meccanica,  sono stati rinvenuti altri grammi di cocaina nascosti nel corpo di una sigaretta elettronica, oltre che vari strumenti di confezionamento e un bilancino di precisione.

Carriera finita per il vaper-spacciatore.


 

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In arrivo la Forchetta Elettronica

Una curiosità tutta nipponica

Non ha molto a che spartire con la #SigarettaElettronica, tranne l’aggettivo. Uno scienziato nipponico ha inventato questo nuovo prodotto e si appresta al suo lancio commerciale, sperando ovviamente nel successo.

La forchetta elettronica sarà in grado di riprodurre il gusto del sale artificialmente,  attraverso piccole scariche elettriche.

Questo nuovo strumento  aiuterà chi non riesce a rinunciare al sale nelle pietanze, con evidenti ripercussione benefiche sulla salute.

Rimaniamo in attesa continuando ad usare il buon vecchio sale iodato.

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NOTIZIE DELLA SETTIMANA

Svizzera
l’Accordo tra operatori vieta la vendita di sigarette elettroniche e liquidi ai minori di 18 anni. Accordo raggiunto attorno al tavolo dall’ente federale per la sicurezza alimentare (OSAV).

Spagna
Svapo passivo: inalazione di nicotina a livelli insignificanti
Chi si trova nei pressi di uno svapatore inala una quantità di nicotina 100volte minore rispetto a chi si trova nelle vicinanze di un fumatore di sigarette.
Angel Gonzales Urena, direttore del dipartimento Laser e raggi molecolari dell’Istituto multidisciplinare dell’Università Complutense di Madrid afferma:

“Si tratta di un livello insignificante, che permette di scartare l’esistenza del vapore passivo“.

Germania
Alla fiera del tabacco di Dortmund, l’ecig si conquista 2 padiglioni completamente dedicati.
Sempre più spazio per la @SigarettaElettronica

Romania
Progetto di legge per vietare l’uso delle sigarette elettroniche neglispazi pubblici.
Il divieto riguarderà anche i prodotti del tabacco.

Canada
Aumentano in Canada i campus universitari completamente smoking free.

Usa
Il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel intende promuovere una tassa su tutti i prodotti di vaping che contengono nicotina.
Il sindaco è un noto alfiere della lotta al tabagismo, intende salvaguardare i giovanissimi da tabacco e liquidi.
Il sindaco non conosce i recenti studi sulla negazione dell’effetto gateway per le sigarette elettroniche.

Francia
23mila partecipanti al congresso dell’European Respiratory Society (ERS), l’evento più importante sulla pneumologia a livello mondiale, che si è tenuto in Francia.

Canada
Il consigliere comunale di Snowdon inoltra al comune di Montreal la richiesta di aumentare le tasse sui prodotti del tabacco.

Francia
Un parlamentare dell’assemblea francese ha chiesto al governo di agire per impedire la pratica delle pubblicità occulte delle sigarette sui social media.
Le industrie del tabacco non si pongono nello sfruttare i social media (Istagram in particolare), per agganciare le fasce più giovani della popolazione e farne dei fumatori.

Svizzera
500 franchi da utilizzare come premio messo in palio per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole primarie e delle classi del ciclo di orientamento del Canton Vallese che abbandoneranno le sigarette e prodotti di tabacco.


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Consumatori all’Oms: “Vietare l’ecig non è etico né scientifico”

La rete dei consumatori fa tre proposte per difendere le sigarette elettroniche.

“Crediamo che il mandato della Framework Convention on Tobacco Control Treaty (FCTC) non si estenda ai Sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (Ends), perché non sono prodotti del tabacco”.

Nella sua lettera aperta INNCO mette nega la liceità della Convenzione quadro sul controllo del tabacco ad occuparsi di prodotti come la sigaretta elettronica, privi di tabacco.

Il mondo della #SigarettaElettronica è preoccupato per le indiscrezioni secondo cui l’Oms sarebbe propensa a suggerire il divieto o l’iper-regolamentazione dei prodotti di riduzione del rischio da fumo.

Questo ha portato l’International Network of Nicotine Consumer Organisations, una rete che di 30 associazioni di consumatori e che annovera Riccardo Polosa fra i consulenti scientifici, a scrivere una lettera pubblica.

Dopo aver ribadito che scienziati indipendenti hanno dimostrato che le sigarette elettroniche riducono del 95% il rischio da fumo perchè è la combustione a causare gran parte del danno, INNCO afferma:

“vietare questi prodotti non è etico né scientifico, ma rappresenta un danno per la salute pubblica e una protezione irrazionale del mercato delle sigarette tradizionali”.

La presidente Nancy Sutthoff, che firma la lettera, afferma

 “l’eccessiva regolamentazione o tassazione degli Ends è controproducente e incauto, perché la riduzione del danno è un diritto umano”.

L’organizzazione presenta 3 richieste:

  • Riconoscere che l’uso degli Ends è parte di una efficace strategia della riduzione del danno come definita dall’articolo 1(d) del Framework Convention on Tobacco Control Treaty.
  • Ribaltare la decisione del Cop7 di Nuova Delhi, che invitava i singoli Paesi a considerare misure normative, comprese quelle di limitare o vietare la produzione, l’importazione e l’uso dei prodotti del vaping.
  • Regolamentare gli Ends in maniera distinta dai prodotti del tabacco a combustione e cioè come semplici prodotti di consumo, soggetti solo alla tassa sui beni di consumo di ciascun Paese e non alle accise sul tabacco.


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Le avvertenze obbligatorie sono controproducenti

Ennesimo studio Inglese sulla Sigaretta elettronica smentisce l’efficacia delle comunicazioni del danno del fumo sulle confezioni delle E-Cig.

Le “avvertenze sanitarie” che la Direttiva europea sui prodotti del tabacco impone su molti prodotti del vaping, hanno l’effetto di scoraggiare i fumatori dal passare alla #SigarettaElettronica.

Lo conferma uno studio coordinato da Sharon Cox del Centre for Addictive Behaviours Research della London South Bank University.

Frasi come

Questo prodotto contiene nicotina, una sostanza che crea elevata dipendenza

che in molti Paesi compaiono non sui flaconi di liquido, sugli atomizzatori vuoti e persino sulle box, che non potranno mai contenere nicotina, pensate per allontanare il fumatore dai prodotti a base di tabacco, hanno l’effetto di allontanare chi vuole smettere di fumare proprio dai mezzi di riduzione del danno come le sigarette elettroniche.

E’ normale che sia proprio Regno Unito, che ha scelto di puntare sull’ecig per sconfiggere il fumo e che ha un piede fuori dall’Unione europea, si ponga delle domande sull’efficacia di quanto previsto dalla Tpd.

Lo studio di di Cox e dei suoi collaboratori è stato trasversale e condotto online; al termine è stato detto:

“Visto il potenziale di rischio ridotto delle sigarette elettroniche rispetto a quelle di tabacco  è necessario valutare come i messaggi influenzino la scelta del prodotto e le strategie di cessazione nei diversi contesti normativi”

Sarebbe meglio sostituire le avvertenze sulla pericolosità della nicotina con messaggi positivi che mettano in evidenza la riduzione del rischio dei prodotti del vaping.

Questo, sicuramente, incoraggerebbe i fumatori ad abbandonare le bionde.

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Una domanda al ministro : “Cosa pensi della sigaretta elettronica?”

L’Italia e il piano strategico del Cop8 di Ginevra, dove sarà elaborata la normativa dei prossimi cinque anni sul tabacco e sulle #SigaretteElettroniche.

L’Italia ha sempre guardato al mondo della #SigarettaElettronica solo per gl’introiti e non dal punto di vista della Salute Pubblica.

In Europa il dibattito è incetrato sulla salute e sui livelli di riduzione del danno che gli strumenti di nuova generazione possono garantire rispetto al tabacco tradizionale.

7 nterrogazioni parlamentari sono state presentate nella scorsa legislatura senza avere risposta , a riprova del disinteresse dello scorso esecutivo verso il settore delle alternative al fumo.

L’attuale governo giallo-verde si è detto particolarmente sensibile all’argomento, per ora si sono solo congelate le accise sui liquidi pregresse fino a dicembre, ma di una liberalizzazione e di una normativa non si è ancora parlato.

Il 1 ottobre, Ginevra ospita l’ottava edizione della Conferenza delle parti della Convenzione quadro sul controllo del tabacco, nell’ambito del primo trattato internazionale sulla salute pubblica adottato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Le indiscrezioni dicono che l’Italia voterà sotto l’influenza dagli indirizzi dettati dall’Oms, che vede anche nella sigaretta elettronica un ipotetico pericolo per la salute pubblica.

Questa tesi è ormai contrastata dalla realtà scientifica e da molti altri Paesi europei, dove la riduzione del danno è accompagnata dallo sviluppo e il sostegno dei vaporizzatori personali.

L’onorevole Rossana Boldi (Lega) ha dichiarato:

“I prodotti di nuova generazione e le sigarette elettroniche rappresentano un importante settore su cui anche la nuova maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle si è più volte espressa prevedendo anche nel contratto di Governo una misura dedicata volta a correggere alcune criticità legate alla tassazione”

E successivamente ha chiesto quale posizione il Governo intenda adottare nell’ambito della prossima Conferenza delle parti COP8.

Rimaniamo in attesa di una risposta di un Ministro della salute e non di un rappresentante dell’economia.

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In Europa 9 su 10 vogliono normativa sulle #SigaretteElettroniche sganciata dal tabacco

Divulgati i risultati della consultazione pubblica voluta dalla Commissione europea. Gli italiani, come al solito, hanno disertato l’appello: hanno partecipato 296 persone.

La Commissione europea ha divulgato i risultati della consultazione pubblica sui prodotti del tabacco e degli strumenti di riduzione del danno in vista di una probabile tassazione concordata in tutta Europa.

La risposta degli europei non lascia adito a dubbi: l’88,9% ritiene che lo svapo non sia un prodotto del tabacco.

Massiccia l’adesione dei cittadini tedeschi che rappresentano il 42,8% delle risposte, superando di molto gli spagnoli e e i francesi.

È patetico riscontrare che la partecipazione italiana non ha superato le 300 persone.

La partecipazione diretta nel nostro Paese è un concetto ancora difficile da capire, l’Italiano medio non comprende più l’importanza di far sentire la propria opinione alle istituzioni, che poi stabiliscono le normative da seguire; solo dopo che le cose sono fatte scattano le lamentele.

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Riccardo Polosa ha parlato all’Onu

Lo scienziato italiano presenterà a New York le evidenze scientifiche ed i risultati raggiunti in molti Paesi in questi grazie all’utilizzo delle #SigaretteElettroniche.

Dopo gli interventi tenuti presso il parlamento britannico e l’incontro con il governo giapponese, il professor Riccardo Polosa, il 27 Settembre, a New York ha partecipato alla terza assemblea generale delle Nazione Unite istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulle malattie non trasmissibili.

Il direttore del CoEHAR (il Centro di ricerca internazionale per la riduzione del danno da fumo dell’Università degli studi di Catania), in veste di autorevole membro della comunità scientifica internazionale ha parlato di politiche di salute pubblica e di soluzioni per ridurre l’impatto del fumo nel mondo.

Polosa ha partecipato al Multi-stakeholder Panels 1,  durante la quale si sono affrontati due temi il rafforzamento dei sistemi per prevenire e tenere sotto controllo le malattie non trasmissibili e la promozione di stili di vita più sani; che queste malattie (rappresentate dal cancro, dalle malattie cardiovascolari, dal diabete e dai disturbi respiratori cronici) sono oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo umano e hanno come fattore di rischio primario proprio il fumo.

Ad ottobre del 2017, la Commissione delle Nazioni Unite ha pubblicato  “Time to deliver: report of the WHO Independent High-Level Commission on Noncommunicable Diseases” dove sono state elencate le raccomandazioni per contrastare la comparsa delle malattie non trasmissibili causate principalmente dal tabagismo, dall’abuso di alcol, dall’alimentazione non corretta e dai bassi livelli di attività fisica.Prima della della partenza Polosa aveva detto:

L’attenzione mediatica verso questo evento di portata globale deve fare da eco alla grande rivoluzione che il mondo sta vivendo, presenterò a New York le evidenze scientifiche ed i risultati raggiunti in molti Paesi in questi anni grazie all’utilizzo di strumenti che riducono il rischio del fumo. Stiamo combattendo questa piaga cercando di cambiare definitivamente lo stile di vita di intere nazioni. Ma è necessario che le Istituzioni ci supportino in questo cambiamento che può rappresentare una grande opportunità

Polosa ha partecipato anche come consulente scientifico di Innco, la coalizione globale di associazioni di utilizzatori di sigaretta elettronica che aveva presentato, pochi giorni prima, all’Organizzazione Mondiale della Sanità una lettera aperta con la quale presentava le seguenti richieste:


  • riconoscere l’uso di sigarette elettroniche come parte efficace della strategia di riduzione del danno;
  • invertire la decisione presa alla COP7 per invitare i paesi a prendere in considerazione misure normative più restrittive sull’uso delle elettroniche;
  • confermare che le sigarette elettroniche devono essere regolamentate come prodotti diversi dai tradizionali prodotti del tabacco.

Le decisioni che verranno prese a New York saranno il punto di partenza di un nuovo modo di pensare la prevenzione globale, un momento fondamentale per le scelte future di politica antifumo.

Dal 1 al 6 ottobre a Ginevra si terrà l’ottava sessione della Conferenza delle Parti (COP 8) alla Convenzione quadro dell’Oms per il controllo del tabacco.