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50 sterline per ogni ex fumatore

In Essex, Inghilterra, gli store di sigarette elettroniche celebrano il successo di un progetto in affiancamento con la sanità pubblica.


Public Health England – l’Istituto superiore di sanità Inglese – ha tratto i risultati di un progetto pilota condotto in Essex che contava ,secondo gli ultimi sondaggi, circa 160 mila fumatori.

Qui si è deciso di combattere il tabagismo, alleandosi con i negozi specializzati di sigarette elettroniche.

Sono stati selezionati 17 negozi, che rispondevano a precisi criteri, sparsi su tutto il territorio della contea , in particolare nelle zone più disagiate; ai negozianti che hanno aderito al progetto e al loro staff è stato offerto un periodo di formazione nell’assistenza al fumatore, più la possibilità di avere ulteriore sostegno su richiesta.

I negozi sono stati tenuti a organizzare per i clienti sei sessioni di controllo, verificando l’astinenza da fumo con il test del monossido di carbonio.

Dopo 28 giorni senza aver fumato, in base alle linee guida del Dipartimento della salute, il cliente poteva essere considerato un “quitter”, un ex fumatore.

Per ogni “quitter” verificato l’Essex Lifestyles Service ha versato al negoziante 50 sterline.Gli esercizi commerciali che hanno aderito hanno condiviso i loro dati con le autorità sanitarie.

Oltre 900 persone hanno smesso di fumare utilizzando una sigaretta elettronica, inoltre il progetto ha permesso di instaurare una sinergia fra il settore pubblico e quello privato.

Anche i medici di base sono stati coinvolti che segnalando ai pazienti i negozi di sigarette elettroniche.

Le casse pubbliche hanno avuto un risparmio di oltre 100mila sterline ed è per questo che il programma andrà avanti ed è stato rifinanziato grazie all’intervento dell’Essex County Council.

Il prossimo passo sarà quello di collaborare con gli istituti delle case popolari, studiando offerte sui liquidi e sugli hardware per i residenti.

Un ennesimo plauso all’Inghiletrra e alla Sua lungimiranza sulla tutela della salute pubblica, un ennesimo esempio di politica per il cittadino.

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Sigarette elettroniche, 17,8 milioni di dollari per capire i gusti dei giovani

Università californiana finanziata con quasi 20 milioni di dollari per comprendere cosa spinga i giovani a svapare e quali sono i loro gusti preferiti.

la California ha stanziato 17,8 milioni di dollari all’Università della California Meridionale per una ricerca  sulla regolamentazione dei prodotti del tabacco, con particolare attenzione alla diffusione della sigaretta elettronica tra i minori.

Il punto centrale dell’iniziativa sarà quello di comprendere il perchè i giovani consumano nicotina come i riscaldatori di tabacco e le sigarette elettroniche.

Particolare attenzione sarà rivolta alle pod, le sigarette elettroniche dalle dimensioni molto ridotte e molto diffuse nelle scuole statunitense.

Particolare attenzione sarà rivolta al modello Juul chequesti ultimi mesi sta spopolando tra i ragazzi americani.

Al suo interno ci sono concentrazioni di nicotina molto alte, sino a 56 mg per millilitro.



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Consumatori sigarette elettroniche: “Un plauso agli sconti commerciali”

Ecco il comunicato stampa dell’associazione dei consumatori Anpvu sugli sconti commerciali avviati da alcune aziende e distributori di prodotti del vaping

A seguito dell’approvazione definitiva da parte del Senato del progetto di conversione in legge del DL “Milleproroghe” del 25 Luglio 2018 n. 91, in cui all’art 8 comma 4 si prevede la sospensione del pagamento dell’imposta prevista ai sensi dei commi 1 e 1bis dell’articolo 62-quater del decreto legislativo 26 Ottobre 1995 n. 504, diversi produttori hanno deciso di venire incontro alle esigenze dei consumatori, speranzosi in una rimodulazione adeguata della tassazione vigente, applicando sconti sui loro prodotti, cercando di rilanciare in un futuro il mercato dei liquidi pronti nei formati da 10ml.

Questa politica commerciale non può che ottenere il nostro plauso e, soprattutto di coloro che, volendo passare ad uno strumento di riduzione del danno, si trovano a dover spendere cifre incomprensibilmente alte per acquistare prodotti che, se venduti scomposti, hanno un costo irrisorio. Ciò scoraggia coloro che hanno meno forza di volontà e ricadono nel fumo


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EURISPES SULLA SIGARETTA ELETTRONICA: “Defiscalizzare e informare”

Pubblicato il rapporto di ricerca.

Per diffondere la cultura della riduzione del fumo e dei danni ad esso correlati bisogna ridurne la pressione fiscale e lanciare campagne di comunicazione e informazione istituzionale sulla sigaretta elettronica.

Ci sarebbe bisogno della collaborazione dei medici di base che dovrebbero diventare veri e propri “testimonial” per la salute dei fumatori.

Queste e altre sono le evidenze emerse nel rapporto Eurispes sul fumo e sull’impatto di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato 

già oggi tutte le evidenze scientifiche e le analisi indipendenti attestano una assai minore pericolosità dei vapori con e senza nicotina rispetto all’assunzione tradizionale del tabacco combusto

Entro la fine dell’anno sarà condotta una seconda indagine per approfondire l’aspetto medicale e scientifico degli strumenti di riduzione del danno.

Il passaggio dal fumo tradizionale agli strumenti di riduzione del danno può avvenire soltanto se i fumatori sono informati e messi a conocenza dei benefici conseguenti.

Il modello di riferimento è quello del Regno Unito:

C’è da augurarsi che anche in Italia si proceda, con il pieno rispetto delle procedure e dei tempi necessari, ad analoghe aperture verso l’obiettivo essenziale della riduzione del danno. La leva fiscale può avere un ruolo importante – anche se non risolutivo – rappresentando la porta attraverso cui il legislatore agevola l’innovazione benefica per la collettività. Maggiore sarà la convenienza economica delle alternative tecnologiche, maggiore sarà il numero delle persone disposte ad adottarle

Qualche polemica ha suscitato il finanziamento di Philip Morris ad Eurispes per condurre la ricerca. Il presidente Fara ha precisato: “La ricerca è totalmente indipendente. Philip Morris ci ha dato il contributo ma non ha in alcun modo influenzato i risultati. Purtroppo in Italia mancano i finanziamenti statali destinati alla ricerca quindi gli istituti devono affidarsi ai privati. In ogni caso non abbiamo tenuto nascosto nulla, in totale trasparenza abbiamo dichiarato di aver accettato il contributo“.

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Minori e sigaretta elettronica

L’agenda delle organizzazioni multilaterali di sanità e il dibattito sul rapporto tra il fumo ei minori.

Richiamando la teoria del gateway effect, si reputa che le sigarette elettroniche introducano i ragazzi al fumo, attraendoli con i gusti dolci dei liquidi di ricarica.

La tesi introdotta nel dibattito dalla Fda statunitense, che sta addirittura valutando di mettere al bando tali aromatizzazioni.

In Europa vige la Direttiva europea sui tabacchi e prodotti liquidi da inalazione, recepita dall’Italia a gennaio del 2016 che prescrive regole ferree per i produttori a garanzia e tutela dei consumatori.Ogni nuovo liquido deve essere notificato al ministero della Salute sei mesi prima di essere immesso in commercio.

Secondo le organizzazioni sanitarie, questo non basta ad allontanare i giovani dalla sigaretta elettronica.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, il 10% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni è fumatore abituale, nonostante il divieto di vendita dei tabacchi ai minori, qualcuno vende loro il pacchetto di sigarette.
 
Da questo si comprende che per combattere questa tendenza non servono i divieti quanto la consapevolezza che non è possibile obbligare i cittadini per legge a smettere di colpo di fumare, bisognerebbe incentivare e favorire la diffusione della sigaretta elettronica.

Da una politica pro #SigarettaElettronica lo Stato potrebbe avere 3 benefici:
 

  • abbattere la spesa sanitaria da malattie da fumo;
  • incassare attraverso i versamenti dell’Iva la somma mancante dalle previsioni erariali;
  • ridare vitalità un settore economico dal potenziale giro d’affari vicino al miliardo di euro.

La Legge di bilancio è l’ultima possibilità per riformare il comparto, se non succederà nulla l’indistria del tabacco avrà vinto.

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All’estero si pensa alla salute, in Italia solo a fare cassa

Si parla di sigaretta elettronica e si abbatte il mercato!

In tutta Europa il dibattito è incentrato sulla salute e sulla sanità.

A partire dalla ottava edizione della Conferenza delle parti che dal 1° ottobre avrà luogo a Ginevra, gli attori economici e istituzionali si confronteranno sul futuro degli strumenti di riduzione del danno, tracciando il quadro attuale e le linee programmatiche per il prossimo biennio.

Nel Regno Unito, dove la sigaretta elettronica è il principale strumento per smettere di fumare, la Public Health England  ha quantificato la riduzione del danno: las igaretta elettronica, abbatte del 95 per cento il danno provocato dal fumo della sigaretta tradizionale.

Il parlamento britannico ha da poco concluso una indagine ed ha concluso che : le istituzioni devono adoperarsi per incoraggiare i fumatori a passare al vaping.

I medici Britannici devono consigliarlo ai propri pazienti fumatori mentre lo Stato non deve tassarlo per consentirne la maggiore diffusione possibile, né sottoporlo alle limitazioni del fumo tradizionale.

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Un favore a Francia, Spagna e Germania

Aumentano i fumatori , lo stato non guadagna….si torna indietro al 2007.

Una economia nazionale fiorente e attiva, nata dal basso e cresciuta per volontà del consumatore e a suo beneficio sino all’anno scorso; un settore che produceva un giro d’affari di circa 600milioni di euro, attestandosi in Europa dietro solo al Regno Unito e nel mondo a Cina e Stati Uniti.


Negli ultimi dieci mesi, a causa delle inutili abnormi tassazioni e normativw imposte, c’è stato un crollo che appare ancora inarrestabile: ad approfittare dello stallo e della difficoltà del made in Italy sono state le aziende francesi, spagnole e soprattutto tedesche che hanno guadagnato importanti fette di mercato.

Le casse dello Stato non hanno tratto alcun vantaggio da questa situazione.Ipertassare non significa avere la certezza di iper-incassare.Il risultato è stato esattamente l’opposto.

A fronte di gettito preventivato di 115 milioni di euro, l’anno passato nelle casse dello stato sono entrati 5 milioni scarsi.

Sarebbe stato forse meglio tassare poco per incassare da tutti??

Il risultato invece è stato un disastro: il mercato ha risposto con una inversione di tendenza e la sigaretta elettronica da prodotto di massa è diventata un prodotto di nicchia.Meno svapatori significa, ovviamente, più fumatori, così come confermato dall’Istituto superiore di sanità in occasione dell’annuale rapporto sul fumo.

Per la prima volta in undici anni il numero dei fumatori è cresciuto, raggiungendo il 23,4% degli italiani che corrisponde a 11,7 milioni di persone.

Numeri che riportano l’Italia ai dati del 2007, vanificando così il lavoro svolto nell’ultimo decennio.

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SIGARETTA ELETTRONICA: Gli effetti di una normativa inutile

Tasse inutili e messe al bando hanno distrutto il mercato

In appena nove mesi sono già cinque le scadenze annunciate e prorogate dal governo in materia di riforma del mercato riguardo le cosiddette sigarette elettroniche che, continuiamo a ricordarlo a tutti, sono degli strumenti di riduzione dei danni derivanti dall’uso della sigaretta classica.

Una abnorme ed assurda imposta di consumo sui liquidi di ricarica, che carica sul consumatore finale una cifra di circa 5 euro su un flacone da 10 millilitri, nell’ultimo anno ha fatto precipitare i consumi del 40%.

Alcune aziende di produzione hanno avviato le procedure di mobilità per il personale, a causa non solo del calo della distribuzione ma, soprattutto, del debito pregresso, quello cioè accumulato nei due anni di sospensione della tassa come deciso in un primo momento dalla Corte costituzionale per poi invece definirla legittima.

La Consulta ha precisato che l’interesse erariale dello Stato può giustificare la pressione fiscale di scopo.

Il contestuale assoggettamento della rete vendita al monopolio e la messa al bando degli shop online hanno dato il colpo di grazia.

Gli effetti delle norme fiscali, spropositate,assurde ed inutili, e legislative sono stati disastrosi su tutti i fronti: economico, erariale, sanitario.

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Con la sigaretta elettronica il rischio è del 99% inferiore.

Una nuova analisi ha confermato la differente di tossicità tra il fumo di sigaretta e il vapore dell’ecig.

Una ricerca sul dispositivo di vaporizzazione myblu di Fontem Ventures dimostra che la sigaretta elettronica emette il 99% di sostanze tossiche in meno rispetto alla sigaretta tradizionale.Il dottor Grant O’Connell, direttore degli affari aziendali di Fontem Ventures ha dichiarato:

Coerente con i dati clinici emergenti, questo studio dimostra che i dispositivi vaping di alta qualità e gli e-liquid riducono sostanzialmente l’esposizione ad agenti cancerogeni e tossici nei fumatori che li usano come alternativa alle sigarette“.


Gli studi hanno analizzato la presenza di 51 agenti tossici. Solo otto sono stati riscontrati a livelli quantificabili ma tutti con una riduzione superiore al 99% rispetto al fumo di sigaretta convenzionale, tra questi : formaldeide, acetaldeide, acroleina,  manganese, selenio, NNN, NAT e NNK; totalmente assenti le altre sostanze tossiche e cancerogene sprigionate in seguito a combustione di tabacco.

I test degli indicano livelli bassi o assenti di sostanze tossiche testate. La resa totale è stata inferiore a 1 microgrammo per boccata di sostanze tossiche testate, il 99% in meno rispetto ai 381 microgrammi per volume quantificato e pubblicato per il fumo di sigaretta


 I risultati di numerosi recenti studi clinici hanno dimostrato che i fumatori che hanno fatto il passaggio alle sigarette elettroniche hanno una riduzione delle sostanze tossiche nell’organismo  indistinguibile dalla cessazione del fumo o dall’uso di prodotti sostitutivi con nicotina.

Il dottor O’Connell ha concluso:

È importante che i governi e le autorità sanitarie in tutto il mondo condividano queste informazioni con i fumatori che cercano di sostituire le sigarette convenzionali” 

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“Divieto di pubblicità ostacola il progresso”

L’azienda olandese Fontem Ventures esprime apprezzamento e sostegno alla relazione del parlamento britannico .

Fontem Ventures, la controllata di Imperial Brands specializzata nei prodotti del vaping scrive in un comunicato:

Fontem Ventures sostiene con tutto il cuore le raccomandazioni del comitato scientifico e tecnologico della Camera dei Comuni del Regno Unito per allentare le norme restrittive che ostacolano il settore dello svapo”

Con la nota di Fontem Ventures si ha un riavvicinamento  tra il mondo delle multinazionali del tabacco e quello delle aziende del vaping.

Alleggerimento della normativa, detassazione e pubblicità legale potrebbero essere i capisaldi su cui cui strutturare la nuova convergenza.

Ross Parker, direttore della comunicazione di Fontem Ventures afferma:

Le attuali normative che limitano la pubblicità dei prodotti del vaping hanno ostacolato i nostri progressi. Abbiamo a lungo sostenuto che le sigarette elettroniche sono un’alternativa meno dannosa per i fumatori adulti. Attualmente, il 40% dei fumatori britannici non ha nemmeno provato a svapare e l’adozione di un approccio più progressivo alla pubblicità migliorerebbe l’educazione sui benefici dello svapo.

 Queste restrizioni pubblicitarie rappresentano attualmente il principale ostacolo per i fumatori che sperimentano un’alternativa meno dannosa al tabacco combustibile. 

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