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Guida per realizzare e-liquid di cannabis in casa.

Con una ecig e della cannabis light, possiamo ottenere il nostro liquido per svapare marijuana, legale.

Ormai tutte le ricerche scientifiche, serie, dimostrano che la sigaretta elettronica è un’alternativa più sana del fumo.

Con l’avvento della cannabis light possiamo vaporizzare anche la cannabis light, ottenendo un liquido dal sapore ineguagliabile, con tutti gli effetti rilassanti della versione legale della marijuana tradizioneale, illegale e dannosa.

Ecco la guida per realizzare il proprio liquido a base di cannabis light.

GUIDA PER REALIZZARE IL PROPRIO LIQUIDO ALLA CANNABIS


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La sigaretta elettronica sul set di “Peaky Blinders”


Sigaretta elettronica e mondo dello spettacolo. Dopo i video, i cartoni animati  e serie TV ecco l’ecig sul set di Peaky Blinders.

Non è ancora un personaggio principale ma la sigaretta elettronica è protagonista di un cammeo durante la scena di una sparatoria dove la si riesce a vedere tra le mani dall’attore Paul Anderson, sul set della serie Inglese Peaky Blinders.

La serie è ambientata a Small Heath e narra le avventure della famiglia Shelby (Cillian Murphy, Helen McCrory, Paul Anderson e Joe Cole), il cui capofamiglia è il reggente della gang “Peaky Blinders”.

Il nome della gang deriva dall’usanza di nascondere una lametta nei cappelli,  come arma d’emergenza.

La foto scattata da Expressandstar sul set della serie paparazza Paul Anderson con una sigaretta elettronica in mano che sembrerebbe proprio una Eleaf Ijust.

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“C’è bisogno di un incontro urgente con il Governo”

Anpvu: “Niente Tasse, no Aams e ritorno dell’online: queste promesse sono state disattese”.

Nessuna tassa sulle sigarette elettroniche.

Riaprire la vendita online di liquidi con e senza nicotina.

Eliminare la gestione del Monopolio di Stato.

Ecco le richieste che l’associazione dei consumatori italiani di sigarette elettroniche (Anpvu) rivolge all’attuale governo Conte.

L’associazione si dichiara disponibile ad un incontro .

A seguire la comunicazione inoltrata dal responsabile Carmine Canino, si richiama ad una comunicazione simile inoltrata, qualche giorno fa, dalla rete internazionale dei consumatori di nicotina Innco, di cui fa parte anche ANPVU.

“..Preso atto della attuale mancata inclusione in legge di bilancio della riforma abrogativa già promessa in tema di regime fiscale relativo ai liquidi da inalazione, riproponiamo con forza la richiesta che si provveda urgentemente in tal senso.

La nostra Associazione non ha mai creduto nella logica della “battaglia silente” che sinora non ha portato ad alcun risultato, pertanto continueremo con sempre maggior vigore a reclamare i diritti dei consumatori – in primis il diritto alla salute costituzionalmente garantito all’art. 32 – gravemente pregiudicati dall’attuale regime normativo, come recentemente riproposto al Governo, in data 2 novembre u.s., dalla Rete Internazionale dei Consumatori INNCO di cui orgogliosamente siamo membri. A dispetto delle promesse elettorali espressamente manifestate, non vi è stato al momento alcun regime di discontinuità rispetto al precedente governo, se è vero che, accanto alla normativa che permane immodificata, da un lato il Ministero della Salute continua ad ignorare il tema, dall’altro permane la totale indifferenza da parte delle Istituzioni nei confronti dei Consumatori di vaporizzatori personali.

Allo stato attuale, la generalità dei consumatori subisce una irragionevole barriera all’ingresso del mercato del vaping, determinato da un’imposta irragionevole e abnorme; nel contempo alla generalità dei consumatori è negata in qualsiasi forma una informativa corretta e veritiera che espliciti con trasparenza la enorme riduzione del danno derivante dalla sostituzione delle sigarette analogiche con le e-cig.

In un simile contesto, riteniamo che le Istituzioni possano e debbano profondamente ripensare al ruolo da attribuirsi al “vaping” ed alla sigaretta elettronica, la cui regolamentazione “punitiva”, tradisce ad oggi una totale ed ingiustificata equiparazione alla “sigaretta analogica”, in primis per tramite della esorbitante imposta di consumo ….


……..Attendiamo una svolta, un segnale che renda incontrovertibilmente chiaro che, al primo posto negli interessi delle Istituzioni, ci sia il cittadino………


……….Alla luce di quanto sopra, ricordando la fiducia accordataVi nel veicolare il messaggio da Voi portato in sede di campagna elettorale, riproponiamo con forza la richiesta dell’abolizione totale della tassa sui liquidi da inalazione, l’uscita da AAMS ed il reintegro del commercio on-line oltre che chiedere di essere coinvolti a pieno titolo nei processi decisionali unitamente alla possibilità di poter instaurare con il Governo ed il Ministero della salute un dialogo costruttivo…..

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Eurispes da il via al primo studio di settore sulla sigaretta elettronica

Iniziativa di Vapitaly e le associazioni di categoria UniEcig e Coiv.

L’istituto EURISPES condurrà il primo studio di settore sulla sigaretta elettronica.

L’iniziativa parte dao Coiv (Coalizione Operatori Italiani del Vaping), UniEcig (Unione Esercenti Italiani E-cig) e Vapitaly, l’organizzatore delle fiere di Verona e Roma.

L’iniziativa ha seguito lo studio sulla riduzione del danno presentato dal professor Gian Maria Fara , presentato a Settembre presso la sede della stampa estera.

Il progetto è, in fin dei conti, l’ennesima ricerca sulla sigaretta elettronica, ma questa volta condotta in rapporto con l’associazione dei medici di base (circa 43mila iscritti) che ogni giorno siosservano le patologie correlate al  fumo.

Un altro tentativo di allontanare il mondo della sigaretta Elettronica dal contesto della fiscalità in cui è stata relegato dalle ultime normative. 


“Per il nostro settore è particolarmente importante avere uno studio di settore completo e autorevole, che sia strumentale al percorso di normazione, che da anni ci vede privi di dati da presentare, e alla divulgazione del concetto del danno ridotto che la sigaretta elettronica produce”.


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In Inghilterra via libera alla pubblicità con frasi sulla riduzione del danno

La commissione parlamentare inglese ha annunciato la storica decisione.

Le autorità britanniche compiono un nuovo passo avanti in favore del vaping.

La Committees of Advertising Practice, la commissione che regola la pubblicità, ha annunciato che è stato tolto il divieto di fare affermazioni sulla salute nella pubblicità di sigarette elettroniche.

La misura era nell’aria almeno dallo scorso settembre, quando il presidente della Commissione scienza e tecnologia del Parlamento, Norman Lamb, aveva affermato che :


” bisogna passare a un quadro normativo proporzionato al rischio, nel quale le norme, le regole sulla pubblicità e le tasse riflettano il danno relativo delle varie sigarette elettroniche e dei prodotti del tabacco esistenti”.

Ottenere la nuova legge è stato semplicissimo; è bastato levare dall’articolo 22.5, dell’attuale normativa, che recita “le comunicazioni pubblicitarie non possono contenere affermazioni sulla salute o mediche, a meno che il prodotto non sia stato autorizzato a quello scopo dall’Mhra (l’agenzia regolatrice del farmaco, ndr)”, è stata semplicemente cancellata la parola “health”, sulla salute.

#ecig,#mood,#tabacco,#sigarettaelettronica

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Decreto Fiscale, Pd e Leu contro la sigaretta elettronica

Gli emendamenti della sinistra parlamentare per non consentire alle aziende di rimodulare il debito pregresso con il fisco.

Dalla sinistra sono stati presentati proposte di cambiamento al testo del decreto legge fiscale in approvazione al Senato.

Le ipotesi però non sono volte a rimodularel’imposta di consumo o a consentire la libera vendita di liquidi senza nicotina, ma a impedire che le aziende possano rateizzare e vedersi scontato il debito pregresso con il fisco.

Sia il gruppo del Partito Democratico (con le fime dei senatori D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo) che di Liberi e Uguali (coni senatori Grasso, De Petris, Errani, La Forgia) hanno presentato emendamenti per cancellare per intero l’articolo 8 del decreto fiscale, quello che consente alle aziende di rinegoziare il debito pregresso con il fisco vorrebbero, inoltre, che il debito venisse pagato in 24 rate e non in 120 come invece risultante dal decreto legge fiscale.

Terza ipotesi emendativa, l’obbligo di versare tutto il debito (senza possibilità di rinegoziazione) nel caso in cui l’azienda saltasse il pagamento di una sola rata, non sei come invece prevede il testo del governo.

Un altro colpo all’industria Italiana, morente, della Sigaretta Elettronica e l’ennesimo autogol di una sinistra defunta.

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Sigaretta Elettronica, contro il cancro è utile.


da REPUBBLICA 06/11/2018

Si chiama “riduzione del danno”.

Le e-cig diminuiscono il rischio di mortalità prematura.

Per alcuni esperti l’alternativa è una sola: smettere di fumare. Altri hanno un approccio più laico, e accettano l’idea che per i tabagisti impenitenti anche scegliere il male minore, come una sigaretta elettronica, può fare la differenza.

Viene definita riduzione del danno, e se chiedete agli inglesi non hanno dubbi: secondo Public Health England, l’agenzia inglese per la salute pubblica e la lotta alle dipendenze, in Gran Bretagna tra le 18mila e le 50mila persone smettono di fumare ogni anno con l’aiuto delle e-cig.

E la Commissione scienza e tecnologia della House of Commons ha pubblicato di recente un rapporto in cui afferma che, seppur non prive di rischio, le e-cig offrono ai tabagisti l’opportunità concreta di ridurre sostanzialmente il rischio di morte prematura e disabilità. I dati italiani, purtroppo, raccontano una storia diversa: stando al rapporto nazionale sul fumo, realizzato da Doxa e Istituto superiore di sanità, nel 2017 poco più del 14% di chi ha provato ad abbandonare le bionde con la sigaretta elettronica è riuscito nell’intento.

Risultati che riflettono differenti scelte di politica sanitaria, almeno secondo Riccardo Polosa, direttore del Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo dell’università di Catania: «Il Regno Unito ha dato dimostrazione di lungimiranza e coerenza ponendo il vapagismo al centro delle proprie politiche antifumo – spiega – da loro la prevalenza del tabagismo si è ridotta del 15% in soli tre anni, analogamente a quanto osservato in tutti quei paesi, come Svezia, Norvegia, Islanda e Francia, che hanno deciso di promuovere la sostituzione della nicotina con alternative a basso rischio » .

Corretta informazione e una minore tassazione, che non equipari le e-cig ai prodotti contenenti tabacco, secondo Polosa sarebbero la chiave per ottenere risultati simili anche nel nostro paese. Perché, a detta dell’esperto, l’Italia starebbe perdendo l’occasione per una vera e propria rivoluzione. Per quale motivo?

Promuovere l’utilizzo di un dispositivo non privo di rischi per la salute, specie in mancanza di dati affidabili, può in effetti sembrare una scelta contraria alla deontologia medica. Eppure la risk reduction è accettata nel contrasto alla dipendenza dalla droga, e persino nella scelta delle terapie chirurgiche, mentre, obietta Fabio Beatrice, direttore del Centro antifumo dell’ospedale S. G. Bosco di Torino:

« Per il tabagismo continuiamo a perseguire l’obbiettivo della cessazione » .

È vero dunque che con le e- cig non si risolve il problema della dipendenza, ma lo si sposta semplicemente verso un prodotto meno nocivo.

Ma a fronte di quasi 80mila morti l’anno causati dalle sigarette, per Beatrice potrebbe essere arrivato il momento di un cambio di strategia:

«Dobbiamo riuscire a raggiungere i fumatori con una proposta ricevibile, perché attualmente solo lo 0,1% chiede aiuto ai centri antifumo. E la sigaretta elettronica potrebbe essere un buon mezzo per tenere il fumatore legato al suo medico».

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Molti casi di sigarette elettroniche che esplodono..che cosa succede?

L’esplosione di una sigaretta elettronica genera paura nei consumatori di tutto il mondo.

Nelle ultime settimane è stata ritrovata una vittima carbonizzata ma negli ultimi dieci anni sono centinaia i casi!

Lo scorso 5 maggio i vigili del fuoco di S. Petersbourgh, città della Florida, hanno ritrovato un corpo completamente carbonizzato a seguito di un incendio divampato a causa dell’esplosione della sigaretta elettronica che l’uomo stava usando.

La perizia del medico legale ha rilevato all’interno del cranio dell’uomo numerose schegge provenienti dalla batteria che, probabilmente, lo hanno uccso.

Purtroppo non è un caso isolato: negli Stati Uniti sono stati registrati oltre 200 casi negli ultimi 10 anni, molti hanno causato delle lesioni gravi e , nel 20%, permanenti.

Come spesso accade di fronte a questo genere di eventi, la diffusione e la spettacolarizzazione tramite la stampa sta facendo emergere altre situazioni analoghe, e cominciano a spuntare le denunce verso le aziende che commerciano sigarette elettroniche.

Il problema sembra riguardi le batterie dello strumento, spesso sostituite con altre meno costose ma illegali, vendute tramite canali web o commercio non ufficiale.

Non è stato però possibile constatare se sia questo il caso di molte delle esplosioni ufficialmente registrate.

Questo fenomeno ci riporta alla mente quanto è successo nel recente passato per i Cellulari Samsung Galaxy, i quali esplodevano sempre a causa delle batterie difettose.

Il mio personale consiglio, da pluriennale svapatore è di usare sempre articoli originali, non modificare o potenziare la sigaretta, non usare ricambi non originali e soprattutto seguire sempre le istruzioni.

Buone svapate a tutti.

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Svapare o non svapare? Cosa dicono le prove?

Svapare è un aiuto efficace per smettere di fumare, è più sicuro del fumo ed è improbabile che sia un significativo "accesso" al fumo per i giovani, secondo il ricercatore principale professor Chris Bullen. 

Il professor Bullen ha tenuto un discorso programmatico sullo svapo alla Australian Society for Alcohol and Other Drugs Conference di Auckland.

Il professor Bullen ha sottolineato i dati provenienti dall'Inghilterra che dimostrano che lo svapo è il principale aiuto per smettere di fumare usato dai fumatori inglesi.

Uno studio ha rilevato che l'82% ha valutato il proprio dispositivo come una sigaretta vera e propria.

Sono efficaci per smettere di fumare?

in base agli studi randomizzati controllati finora, lo svapo è efficace almeno quanto i cerotti alla nicotina per aiutare i fumatori a smettere.

Tuttavia, i dispositivi utilizzati nelle prove sono "prodotti ormai obsoleti che fornivano piccole quantità di nicotina".

I modelli più recenti saranno probabilmente più efficaci.

Brown ha scoperto che i fumatori nel Regno Unito che utilizzavano un vaporizzatore avevano il 60% in più di probabilità di smettere di fumare.

I tassi di fumo nel Regno Unito e negli Stati Uniti stanno diminuendo notevolmente più velocemente che in Australia e lo svapo potrebbe svolgere un ruolo fondamentale in questo calo.

Il professor Bullen ha sottolineato l'importanza dello svapo quotidiano. La ricerca mostra che l'uso quotidiano aumenta notevolmente i tassi di cessazione e riduce l'assunzione di sigarette rispetto a un uso meno frequente.
Uno dei vantaggi speciali dello svapare è che può aiutare a prevenire la ricaduta degli ex fumatori.

Quanto è sicuro svapare?

Secondo il professor Bullen le prove indicano che "l'uso di sigarette elettroniche è più sicuro del fumo", anche se gli effetti dell'uso frequente a lungo termine sono sconosciuti.

Gli effetti collaterali nocivi dello svapo non sono comuni.
I vapers sono esposti a livelli molto più bassi di sostanze tossiche rispetto al fumo e gli studi mostrano livelli molto ridotti di sostanze chimiche nel corpo (biomarcatori) rispetto al fumo.
Il professor Bullen ha avvertito della confusione causata dalla cattiva scienza che ha confuso le acque:


“molti studi soffrono di importanti problemi metodologici: esposizioni realistiche, mancanza di comparatori, estrapolazione da risultati in vitro a indicazioni sulla salute …”

Ha inoltre evidenziato uno studio di modellizzazione che prevedeva sostanziali miglioramenti nella salute della popolazione se più fumatori hanno fatto il passaggio alla vaping.

Lo svapo è un accesso al mondo del fumo?

Il rischio che i giovani vengano attratti dallo svapo e quindi dai fumatori è una preoccupazione legittima che richiede ulteriori studi.

Il professor Bullen ha sottolineato che se lo svapo è una via d’accesso al fumo, l’effetto deve essere molto piccolo



“Sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, l’aumento dell’accesso alle e-sigarette è stato accompagnato da un calo senza precedenti nel fumo giovanile”

Ci sono anche prove del fatto che lo svapo è un gateway per uscire dal fumo!!! 

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Inizia in Francia un grande studio per valutarne l’efficacia della sigaretta elettronica.

Ecsmoke comparerà l’ecig e la vareneclina su 650 partecipanti. I risultati attesi fra quattro anni.

Le autorità sanitarie francesi annunciano la realizzazione di Ecsmoke, uno studio a livello nazionale per valutare l’efficacia della sigaretta elettronica come strumento per smettere di fumare.

Lo strumento sarà paragonato alla vareneclina, un medicinale utilizzato nelle terapie di disassuefazione dal tabacco.

I risultati sono attesi fra quattro anni e al momento sono ancora aperte le candidature per prendere parte allo studio.

Oltre all’efficacia dell’ecig, saranno misurati i rischi associati, soprattutto per chi ha più di 45 anni, età in cui si iniziano ad avvertire i primi problemi di salute causati dal tabagismo.