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EURISPES SULLA SIGARETTA ELETTRONICA: “Defiscalizzare e informare”

Pubblicato il rapporto di ricerca.

Per diffondere la cultura della riduzione del fumo e dei danni ad esso correlati bisogna ridurne la pressione fiscale e lanciare campagne di comunicazione e informazione istituzionale sulla sigaretta elettronica.

Ci sarebbe bisogno della collaborazione dei medici di base che dovrebbero diventare veri e propri “testimonial” per la salute dei fumatori.

Queste e altre sono le evidenze emerse nel rapporto Eurispes sul fumo e sull’impatto di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato 

già oggi tutte le evidenze scientifiche e le analisi indipendenti attestano una assai minore pericolosità dei vapori con e senza nicotina rispetto all’assunzione tradizionale del tabacco combusto

Entro la fine dell’anno sarà condotta una seconda indagine per approfondire l’aspetto medicale e scientifico degli strumenti di riduzione del danno.

Il passaggio dal fumo tradizionale agli strumenti di riduzione del danno può avvenire soltanto se i fumatori sono informati e messi a conocenza dei benefici conseguenti.

Il modello di riferimento è quello del Regno Unito:

C’è da augurarsi che anche in Italia si proceda, con il pieno rispetto delle procedure e dei tempi necessari, ad analoghe aperture verso l’obiettivo essenziale della riduzione del danno. La leva fiscale può avere un ruolo importante – anche se non risolutivo – rappresentando la porta attraverso cui il legislatore agevola l’innovazione benefica per la collettività. Maggiore sarà la convenienza economica delle alternative tecnologiche, maggiore sarà il numero delle persone disposte ad adottarle

Qualche polemica ha suscitato il finanziamento di Philip Morris ad Eurispes per condurre la ricerca. Il presidente Fara ha precisato: “La ricerca è totalmente indipendente. Philip Morris ci ha dato il contributo ma non ha in alcun modo influenzato i risultati. Purtroppo in Italia mancano i finanziamenti statali destinati alla ricerca quindi gli istituti devono affidarsi ai privati. In ogni caso non abbiamo tenuto nascosto nulla, in totale trasparenza abbiamo dichiarato di aver accettato il contributo“.