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Minori e sigaretta elettronica

L’agenda delle organizzazioni multilaterali di sanità e il dibattito sul rapporto tra il fumo ei minori.

Richiamando la teoria del gateway effect, si reputa che le sigarette elettroniche introducano i ragazzi al fumo, attraendoli con i gusti dolci dei liquidi di ricarica.

La tesi introdotta nel dibattito dalla Fda statunitense, che sta addirittura valutando di mettere al bando tali aromatizzazioni.

In Europa vige la Direttiva europea sui tabacchi e prodotti liquidi da inalazione, recepita dall’Italia a gennaio del 2016 che prescrive regole ferree per i produttori a garanzia e tutela dei consumatori.Ogni nuovo liquido deve essere notificato al ministero della Salute sei mesi prima di essere immesso in commercio.

Secondo le organizzazioni sanitarie, questo non basta ad allontanare i giovani dalla sigaretta elettronica.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, il 10% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni è fumatore abituale, nonostante il divieto di vendita dei tabacchi ai minori, qualcuno vende loro il pacchetto di sigarette.
 
Da questo si comprende che per combattere questa tendenza non servono i divieti quanto la consapevolezza che non è possibile obbligare i cittadini per legge a smettere di colpo di fumare, bisognerebbe incentivare e favorire la diffusione della sigaretta elettronica.

Da una politica pro #SigarettaElettronica lo Stato potrebbe avere 3 benefici:
 

  • abbattere la spesa sanitaria da malattie da fumo;
  • incassare attraverso i versamenti dell’Iva la somma mancante dalle previsioni erariali;
  • ridare vitalità un settore economico dal potenziale giro d’affari vicino al miliardo di euro.

La Legge di bilancio è l’ultima possibilità per riformare il comparto, se non succederà nulla l’indistria del tabacco avrà vinto.