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SIGARETTA ELETTRONICA: Gli effetti di una normativa inutile

Tasse inutili e messe al bando hanno distrutto il mercato

In appena nove mesi sono già cinque le scadenze annunciate e prorogate dal governo in materia di riforma del mercato riguardo le cosiddette sigarette elettroniche che, continuiamo a ricordarlo a tutti, sono degli strumenti di riduzione dei danni derivanti dall’uso della sigaretta classica.

Una abnorme ed assurda imposta di consumo sui liquidi di ricarica, che carica sul consumatore finale una cifra di circa 5 euro su un flacone da 10 millilitri, nell’ultimo anno ha fatto precipitare i consumi del 40%.

Alcune aziende di produzione hanno avviato le procedure di mobilità per il personale, a causa non solo del calo della distribuzione ma, soprattutto, del debito pregresso, quello cioè accumulato nei due anni di sospensione della tassa come deciso in un primo momento dalla Corte costituzionale per poi invece definirla legittima.

La Consulta ha precisato che l’interesse erariale dello Stato può giustificare la pressione fiscale di scopo.

Il contestuale assoggettamento della rete vendita al monopolio e la messa al bando degli shop online hanno dato il colpo di grazia.

Gli effetti delle norme fiscali, spropositate,assurde ed inutili, e legislative sono stati disastrosi su tutti i fronti: economico, erariale, sanitario.